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Arte floreale a servizio della liturgia Formazione
all'arte...
di CRISTINA CRUCIANI Un
servizio umile, spesso neppure ben compreso, sottovalutato e, non di rado,
strumentalizzato sino a farne una questione commerciale o solo una
coreografia più o meno sfarzosa. Il
servizio del fiore alla preghiera è noto da lungo tempo; lo documenta la
stupenda storia millenaria del monachesimo nelle grandi religiosi o le
culture stesse che hanno fatto del fiore anche l'emblema di un processo di
purificazione del cuore e dei costumi. Sottolineando le stagioni educa
l'occhio a penetrare la natura, il cuore e il respiro a sintonizzare i
propri ritmi ad essa. Cielo, terra, uomo: è triangolo sacro in tutte le
religioni. L'arte
floreale a servizio della liturgia della Chiesa, così come ce ne occupiamo
e la intendiamo noi, è abbastanza recente. Potremo dire che nasce a Firenze
alla fine degli anni '70. Osservando infatti il quadro di Hugo Van Der Goes
(1440-1482), "L'adorazione dei pastori" (Galleria degli Uffizi),
un signora francese, Geneviève Vascherot, fu colpita dalla presenza dei due
contenitori con precisi fiori, delle violette sparse per terra e un covone
di grano. Osservò che quegli elementi erano perfettamente inseriti
nell'architettura del quadro e che dovevano avere un senso; cominciò a fare
una ricerca in testi, specie medievali, sul simbolismo di questi fiori:
iris, lilium, aquilegie, violette... grano e al loro colore e si accorse del
contributo che proprio questi elementi davano alla lettura e al senso del
quadro. In una parola, proprio questi fiori erano indispensabili all'autore
per poter aiutare a leggere ed entrare nel mistero rappresentato. Per
una formazione L'équipe
della nostra rivista, in collaborazione con il Centro Gesù Maestro di Roma,
ha organizzato dallo scorso anno tre sessioni di "formazione all'arte
floreale a servizio della liturgia" e forse sono in Italia i primi
passi in questo senso. Mons Giancarlo Santi, direttore dell'Ufficio
nazionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI, ha inviato un fax,
incoraggiando l'iniziativa e chiedendo di essere informato sugli ulteriori
sviluppi. Un
secondo grado, sempre alternando teoria e pratica, guida gli allievi
a studiare i singoli tempi dell'anno liturgico con le domeniche e le feste,
oltre a condurre l'occhio a considerare forme e colori di piante e fiori.
Questo grado ha lo scopo di educare ancor più ad "osservare", a
"meravigliarsi" e ad "accogliere la natura" come dono
che passa attraverso l'uomo ed è restituito ed offerto nuovamente al
Creatore. Il tutto senza sperperare e ferire, con un senso di rispetto che
fa utilizzare il necessario e sufficiente in una elegante povertà che
valorizza il fascino di ogni colore o forma di fiore o di pianta. Nel
contesto di questo secondo grado è prevista una "lezione di
eleganza!" che se concretamente insegna come sfrondare un ramo troppo
folto, in pratica conduce la persona stessa ad osservare, sfrondare e
tagliare il di più... in una sorta di lavoro di bellezza ed eleganza
spirituali! L'esercizio concreto di preparare bouquets liturgici per
alcune precise feste dell'anno fornisce ai partecipanti l'opportunità di
misurarsi con i testi del Lezionario e del Messale ed imparare ad evitare
rappresentazioni, raffigurazioni o allegorie sempre tanto facili.
Le
amabili e preparatissime "guide"
in questa iniziazione all'arte floreale a servizio della liturgia
sono state la signora Denise Jeanne Rolland e Marie Joseph Legrand,
responsabili per l'arte floreale della diocesi di Liseux-Bayeux. Esse hanno
a loro attivo oltre quindici anni d'esperienza in questo campo con una vasta
formazione teologico-liturgica e tecnica acquisita presso il Centro
nazionale di Pastorale liturgica di Parigi e coltivata personalmente. La
conoscenza approfondita dell'arte floreale orientale e dell'ikebana in cui
la signora Rolland è diplomata, dà al loro insegnamento un respiro ampio
che apre alle culture orientali e spinge a cercare le ricchezze e prendere
il meglio della tradizione religiosa e mistica delle grandi religioni, per
guidare ad esprimere poi lo specifico cristiano, che è la celebrazione di
Dio fatto carne in Gesù Cristo morto e risorto. Ciò
che resta da fare Un
terzo grado per la formazione dei numerosi e motivati partecipanti al
primo e secondo corso affinerà e completerà con esercizi pratici, onde
dare sufficienti elementi che permettano di lavorare con una certa sicurezza
e competenza. Se
la musica è "icona sonora della liturgia" (M° Giuseppe Liberto),
i fiori possono essere "icona (= immagine, specchio) floreale della
stessa liturgia, senza alcuna esagerazione. Tecnica
e... ...segreti
per rispettare i fiori e conservarli a lungo.
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