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Cristo
nei suoi Misteri

Con
Gesù a Gerusalemme
verso il triduo del crocifisso, del sepolto e del risorto
Per crescere in
Cristo
La
liturgia lungo l’anno è come costruita con sapiente pedagogia. La
Chiesa, esperta dell’uomo, ci accompagna da un’esperienza all’altra:
dall’attesa alla meraviglia gioiosa di contemplare una Natività: un
Bambino con sua Madre, poi ci conduce alla gloria dell’Epifania e del
Battesimo nelle acque del Giordano, poi ci fa stare con Gesù attorno al
lago; ci fa incontrare il deserto e la tentazione, lo splendore e
l’anticipo della resurrezione, il peccato e la misericordia, ci conduce
a Gerusalemme per farci rivivere, in maniera sacramentale, cioè simbolica
e perciò reale, gli eventi della Pasqua e la sconvolgente notizia della
tomba vuota, poi prosegue con le apparizioni, il Mistero del ritorno al
Padre, per prepararci un posto, il dono dello Spirito, sino a farci
riprendere il cammino di discepoli ascoltando e vivendo quanto il Signore
e Maestro opera ed insegna.
E’ un
programma universitario! Un programma di vita che conduce alla
“conformità” con il Signore Gesù ; è l’accogliere il dono in modo
non passivo, dando l’adesione di fede, di amore e di speranza che ci fa
vivere della stessa vita di Dio.
Il tempo di Quaresima
Il tempo di Quaresima ha lo
scopo di preparare la Pasqua: la liturgia quaresimale guida alla
celebrazione del Mistero pasquale sia i catecumeni, attraverso i gradi
dell’iniziazione cristiana, sia i fedeli, per mezzo del ricordo del
Battesimo e della Penitenza.
Il tempo di Quaresima decorre dal mercoledì delle Ceneri fino alla Messa
“nella Cena del Signore” esclusa. (cf
Messale Romano p LV)
La Messa crismale
Il
Giovedì santo mattina ha luogo un’unica celebrazione che manifesta la
stretta unione dei presbiteri e diaconi con il vescovo nel sacerdozio
ministeriale, assieme alla realtà del sacerdozio comune che fonda lo
stesso loro ministero. In questa Messa si benedicono gli oli santi. Per
utilità dei catechisti riportiamo per la prima volta le Premesse al Rito
della benedizione degli oli, che facilmente non conoscono. I catechisti
sono invitati a servirsene come di un sussidio prezioso per la catechesi
in preparazione al Battesimo, alla Cresima e all’Unzione dei malati.
Benedizione degli oli
”L'olio,
come l'aria, l'acqua, la luce, appartiene a quelle realtà elementari
del cosmo che meglio esprimono i doni del Dio creatore, redentore e
santificatore. L'olio è sostanza terapeutica, aromatica e conviviale:
medica le ferite, profuma le membra, allieta la mensa.
Questa natura dell'olio è assunta nel simbolismo biblico‑liturgico
ed è caricata di un particolare valore per esprimere l'unzione dello Spirito
che risana, illumina, conforta, consacra e permea di doni e di carismi
tutto il corpo della Chiesa. La liturgia della benedizione degli oli
esplicita questo simbolismo primordiale e ne precisa il senso
sacramentale.
Giustamente la Messa del crisma si colloca in prossimità dell'annuale
celebrazione del Cristo morto, sepolto e risuscitato.
Dal mistero pasquale, cuore e centro dell'intera storia della salvezza,
scaturiscono i sacramenti e sacramentali che significano e realizzano
l'unità organica di tutta la vita cristiana.
La benedizione del crisma dà il nome di Messa crismale a questa liturgia,
che si celebra di consueto il Giovedì santo nella chiesa cattedrale.
Infatti, secondo l'antica tradizione, è funzione propria del vescovo, una
fra le principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio.
La
Messa crismale è quasi epifania della Chiesa,
corpo di Cristo organicamente strutturato che nei vari ministeri e
carismi esprime, per la
grazia dello Spirito, ì doni nuziali del Cristo alla sua sposa pellegrina
nel mondo. La nuova fisionomia attribuita dalla riforma
post‑conciliare alla Messa crismale rende ancor più evidente il
clima di una vera festa del sacerdozio ministeriale all'interno di tutto
il popolo sacerdotale ed orienta l'attenzione verso il Cristo, il cui nome
significa “consacrato per mezzo dell'unzione”.
Dal senso cristologico dell'unzione crismale deriva il principio costitutivo
della consacrazione dei fedeli e conseguentemente il nome di
“cristiani”. L'unzione di Spirito Santo, ricevuta da Gesù nell'incarnazione
e nella teofania sul Giordano, è partecipata a tutti i membri della
Chiesa per mezzo del Battesimo e della Cresima. All'unzione spirituale del Cristo
sacerdote, re e profeta si richiama anche la solenne epiclesi del rito che
consacra a titolo speciale il vescovo, i presbiteri e i diaconi a
servizio del popolo sacerdotale, dal quale essi sono assunti e per il
quale sono costituiti ministri. I testi della Messa crismale si aprono
emblematicamente con l'acclamazione a Cristo “che ha fatto di noi un
regno e ci ha costituito sacerdoti per Dio, suo Padre”, e sviluppano
con ampiezza, soprattutto nel prefazio, il tema del sacerdozio comune e
quello del sacerdozio ministeriale.
Il rito della benedizione degli oli, inserito nella celebrazione eucaristica,
sottolinea pure il mistero della Chiesa come sacramento globale del
Cristo, che santifica ogni realtà e situazione di vita. Ecco perché,
assieme al crisma, sono benedetti anche l'olio dei catecumeni per quanti lottano per vincere lo spirito del male in vista degli impegni del
Battesimo e l olio degli infermi per l'unzione sacramentale di coloro che nella malattia compiono in sé ciò
che manca alla passione redentrice del Cristo. Così dal Capo si diffonde
in tutte le membra della Chiesa e si espande nel mondo il buon odore di
Cristo.
Celebrando con il vescovo questa liturgia, i presbiteri della Chiesa locale intervengono come testimoni e cooperatori del
ministero del
sacro
crisma, attraverso il gesto silenzioso dell'estensione della mano destra
durante la preghiera di benedizione.
Cosi l'unica celebrazione, che comprende sia il rito eucaristico sia
quello crismale, manifesta la stretta unione dei presbiteri e dei diaconi
con il vescovo nel sacerdozio ministeriale, assieme alla realtà
dell'unico sacerdozio battesimale che, secondo la dottrina richiamata dal
Concilio è il fondamento
stesso del sacerdozio ministeriale.
Il richiamo dottrinale può suggerire alcuni orientamenti pastorali,
utili a rinnovare la comprensione di questi riti che dalla chiesa
cattedrale, luogo proprio della loro celebrazione, devono suscitare
intensa partecipazione in ogni comunità parrocchiale, con qualificata
presenza e in comunione di spirito.
Nella Messa crismale si delinea così la più vasta convocazione, che si
estende non solo al ministri ordinati (presbiteri e diaconi), ma anche a
quelli istituiti o di fatto (accoliti, lettori, catechisti, addetti al
servizio degli infermi ... ) e ai cresimandi oltre che ai rappresentanti
delle varie comunità.
Lo svolgimento del rito, l'omelia, le intenzioni della preghiera dei
fedeli, il canto, le didascalie, e tutto il clima della celebrazione dovrà
rispecchiare questa significativa ed ampia realtà di comunione ecclesiale
attorno al vescovo.
La liturgia romana concentrava nel Giovedì santo la Messa per la
riconciliazione dei penitenti, la Messa crismale per la benedizione degli
oli al mattino e la celebrazione vespertina della Cena del Signore, che
inaugura il Triduo pasquale.
Questa ricchezza della tradizione liturgico‑sacramentale dovrà
orientare la catechesi, specialmente nell'itinerario quaresimale
culminante nella Veglia pasquale, per far comprendere ai fedeli che “far
Pasqua” significa: conversione personale e comunitaria che ha la massima
espressione nel sacramento della Penitenza; ratifica degli impegni
battesimali; partecipazione ai doni pasquali dello Spirito; comunione al
pane di vita e al calice della salvezza, dono supremo dell'amore di
Cristo, in cui si racchiude tutto il bene della Chiesa.
La
consegna degli oli potrà avere particolare rilievo celebrativo e
pastorale sia nella chiesa cattedrale che nelle varie comunità. E’
opportuno che il vescovo dia personalmente, prima del congedo, le ampolle
degli oli santi ai parroci o almeno ad alcuni di essi in rappresentanza
delle zone pastorali.
Nella Messa vespertina parrocchiale della Cena del Signore, gli oli santi,
benedetti in cattedrale, saranno accolti dalle comunità come un dono che
esprime la comunione nell'unica fede e nell'unico Spirito, e conservati in
una particolare custodia adatta e degna con la scritta “oli santi” o
altra simile.
La Messa “nella cena
del Signore”
Dalle
Norme generali per l’ordinamento dell’Anno liturgico e del
calendario:“Il Triduo della passione e della resurrezione del
Signore risplende al vertice dell’Anno liturgico… La preminenza di cui
gode la domenica nella settimana la gode la Pasqua nell’Anno liturgico.
Esso ha inizio dalla Messa “nella Cena del Signore”, ha il suo fulcro
nella Veglia pasquale e termina con i Vespri della domenica di
Resurrezione”.
* Nella processione d’ingresso sono possibilmente recati per
l’accoglienza gli oli santi
che saranno poi collocati al luogo preparato in cui saranno custoditi.
I sacerdoti della comunità concelebrano questa Eucaristia; vestiti di
bianco, circondati dai ministri entrano, nella forma più solenne, con la
croce, il Vangelo, incenso e ceri. La Chiesa vive in preghiera con
solennità contenuta questo “testamento” del Signore.
* L’ascolto della Parola, la lavanda dei piedi, l’offerta del Pane e
del Vino accompagnati dai doni per i poveri raccolti in Quaresima, la
frazione di un unico Pane, la partecipazione al Corpo e al Sangue del
Signore sono i momenti forti di questo nostro raduno nella memoria della
Cena del Signore.
* L’Evangelo della lavanda dei piedi è il racconto della Cena di Gesù,
in forma diversa, che Giovanni ci fa; esso può essere commentato alla
luce di Fil 2,1-11 per capire che lavare i piedi per Gesù voleva dire
prendere se stesso (la veste del suo corpo!) e spezzarsi, darsi. Così
comanda a noi di fare. Oggi ha grande importanza dunque la frazione del
pane.
* Si evitino in questa Messa le Prime Comunioni dei ragazzi, per non
disturbare la comunità dalla profonda concentrazione sui Misteri di
questa sera.
* Nelle parrocchie normalmente avviene il rito della lavanda dei piedi a
uomini e donne, adulti o bambini, poveri o portatori di handicap;
che sarebbe se la superiora di una comunità lavasse i piedi a tutte le
sorelle! Tenendo conto che, nel rito ambrosiano ad esempio, questo gesto
è fatto fuori della Messa, in qualsiasi momento della giornata (cf Messale
ambrosiano II p 39). È
ancor meglio se in una comunità i fratelli e le sorelle si lavassero i
piedi l’un l’altro, come racconta Jean Vanier che accade a volte
all’Arca. È un modo per imparare l’amore di Gesù che si dona
nell’Eucaristia e nella Passione.

Il Venerdì della passione
e morte del Signore
*
Oggi e domani sino alla Veglia santa si celebra il digiuno pasquale (cf
Messale Romano, p LV)
* L’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la passione del Signore
si concentra sull’ascolto della Parola, la preghiera e l’adorazione
della santa Croce. Questa può essere fatta con calma e con bellezza, per
esempio gettando alla croce foglie d’alloro e fiori, ponendo un
incensiere accanto al luogo dell’adorazione. È importante dare a tutti
i fedeli, possibilmente, l’opportunità di compiere tale gesto. La Via
crucis non è più importante di questa azione liturgica e pertanto
non la sostituisce mai. Si può trovare tempo e modo anche per essa.
* La Liturgia delle Ore accompagna lungo il giorno perché impariamo ad
entrare negli atteggiamenti di Gesù e vivere il sacramento di questo
giorno.
* Oggi si può recare la Comunione ai malati in qualunque ora del giorno
mentre domani solo in forma di Viatico.
Il Sabato della sepoltura
del Signore
* Oggi nelle nostre
chiese è esposta l’immagine di Cristo crocifisso o anche deposto dalla
croce o disceso agli inferi. Anche l’immagine di Maria dolente e piena
di speranza accompagna i fedeli in questo giorno di silenzio, digiuno ed
attesa.
* Dinanzi alla Croce da ieri pomeriggio si genuflette; essa può essere
adorna di fronde, fiori e profumi.
* Oggi la Chiesa digiuna dall’Eucaristia, non c’è celebrazione di
Messa né Comunione, possibile solo come Viatico per chi sta morendo; lo
Sposo è stato tolto. La Chiesa veglia con il cuore colmo di speranza
nelle promesse del Signore e sta in silenzio, meditando il Mistero di Dio
che è racchiuso in una tomba nelle viscere della terra. La preghiera
delle Ore ritma questa giornata.
* E’ l’occasione di meditare, dinanzi alla tomba in cui è sceso il
Signore, sul nostro Battesimo, in cui noi siamo stati sepolti con Lui ed
immersi nella sua morte! In quella tomba Egli ha portato anche me, facendo
morire l’uomo di peccato; e quando Egli si desterà dai morti, porterà
anche me nel vortice della resurrezione, per una vita nuova. È una
maniera efficace per capire il Battesimo.
La notte di veglia
* La
Madre di tutte le Veglie è l’avvenimento centrale di tutto l’Anno
liturgico: ad essa tutto tende e da essa tutto prende avvio. In essa la
Chiesa attende, vegliando, la risurrezione di Cristo e la celebra nei
sacramenti. Tutta la celebrazione di questa sacra Veglia si deve svolgere
di notte, cosicché cominci dopo l’inizio della notte e termini prima
dell’alba della domenica (cf Messale Romano p LV).
* La più volte citata Lettera circolare sulle feste pasquali si
dilunga nell’indicare come celebrare la grande Veglia. Vogliamo invitare
a leggere anche le dense pagine del libro di T.
FEDERICI Cristo Signore risorto amato e celebrato, in
particolare le pp 337-345, dove aiuta a leggere e decodificare il
linguaggio simbolico dei riti di questa Notte santa.
Chi
desidera ricevere per e-mail la “Lettera circolare sulla
preparazione e celebrazione delle feste pasquali” della Congregazione
per il culto divino del 1988 può richiedercela a : redazionevita@tiscalinet.it
La
Vita in Cristo e nella Chiesa
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal venerabile Giacomo
Alberione nel 1951
Editrice: Provincia italiana Pie
Discepole del Divin Maestro |
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