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Cristo nei suoi misteri L'Ascensione del Signore
Celebrare nella bellezza di Cristina Cruciani
* Che vuol dire che Gesù è asceso al
cielo? In realtà con la resurrezione Gesù è già intronizzato dal Padre
alla sua destra, cioè è costituito Signore. Il libro degli Atti degli Apostoli
dice che dopo la resurrezione apparve ai suoi per quaranta giorni (cf At
1,3) cioè un tempo sufficiente per confermarli nella fede e
nell’esperienza di lui come il Vivente, il Risorto. Anche nella liturgia celebriamo la
Pasqua in più momenti: Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, proprio per
poter penetrare meglio ciascun aspetto dell’unico mistero. Gesù di
Nazaret, morto e sepolto, è risuscitato e asceso al cielo, cioè tornato
nella sfera divina, di cui per ora noi non abbiamo esperienza, per essere
contemporaneo e presente in ogni tempo e luogo ad ogni uomo che vive sulla
terra, di ieri, di oggi e di domani. Era necessaria l’Ascensione come la
Resurrezione perché ci fosse l’”oggi” liturgico, cioè la Presenza
salvifica del Signore qui, adesso, per noi, sempre. * Egli se n’è andato per rimanere
con noi. Oggi dunque è festa d’incontenibile gioia anche perché
andando manda a noi l’Altro Consolatore: Egli è il primo Consolatore da
parte del Padre per noi, l’Altro è lo Spirito Santo che la sua umanità
risorta effonde senza misura su di noi, mediante i sacramenti, illuminati
dalla Parola. * Il Signore Gesù, che è venuto e
viene sempre, tornerà: da oggi la Chiesa invoca e attende il suo ritorno.
Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni, Signore Gesù ed Egli risponde
Sì! (= Amen!), vengo presto. Il suo nome è Amen
cioè sì. Perciò viene, sta venendo e il nostro cuore gioisce;
egli è la A e la Z (l’Alfa e l’Omega sono la prima e l’ultima
lettera dell’alfabeto greco); tra la A e la Z ci sono tutte le altre
lettere dell’alfabeto con le quali si possono costruire tutte le parole
e i discorsi: Egli è il significato e il senso di tutte le realtà. * La liturgia ci fa invocare spesso la
venuta del Signore; il cristiano non ha paura che questo mondo finisca,
perché è meglio per noi che torni il Signore e faccia nuova ogni cosa e
noi vivremo con lui. Oggi porremo attenzione a tre momenti
della liturgia: il prefazio nella sua parte centrale, l’acclamazione
dopo il racconto della Cena: Annunciamo la tua morte … proclamiamo
la tua resurrezione nell’attesa della tua venuta e il Padre
nostro: … venga il tuo regno… con l’embolismo, cioè
l’aggiunta, che lo amplia e conclude con: tuo è il regno, tua la
potenza e la gloria nei secoli. * L’anticipo del suo ritorno è la Comunione
eucaristica ai santi e vivificanti Doni del Pane e del Vino santificati
dallo Spirito Santo. * Con questa domenica la Chiesa, e perciò la nostra comunità, vive idealmente nel cenacolo, con Maria la Madre di Gesù, unanime, con un cuore e un’anima sola, in preghiera per invocare una nuova esperienza della Pentecoste. La Liturgia delle Ore e quella eucaristica con gli inni, le antifone, le preghiere, le letture ci conducono e accompagnano ogni giorno. Potremmo dire che questa settimana è una sorta di “novena” liturgica (anche se non proprio di nove giorni) che, come accade per il Natale, è gia stabilita dalla preghiera della Chiesa e perciò data. Come fare dunque la preparazione alla
Pentecoste? Seguendo giorno per giorno la liturgia: essa ci conduce
mirabilmente, come abbiamo detto; basta dare anche uno sguardo al
Lezionario feriale per rendersene pienamente conto. * Molti istituti e famiglie religiose,
poi, il sabato prima di Pentecoste celebrano Maria con il
titolo di Regina degli Apostoli contemplandola nel cenacolo
e in tutta la sua missione di Madre del Verbo di Dio incarnato. * Nella notte tra sabato e domenica si
è lodevolmente diffusa nelle parrocchie la tradizione di vegliare in
preghiera celebrando l’Eucaristia della vigilia con le letture
proposte dal Lezionario che celebrano l’opera dello Spirito Santo nella
storia della salvezza. Non si può fare di questa Veglia un doppione di
quella di Pasqua, la cui luce si proietta anche sulla Pentecoste; tuttavia
ben preparata può costituire certamente un’altra esperienza pasquale.
Ne riparleremo nel prossimo numero. * Suggeriamo intanto di preparare un bouquet
per la Pentecoste simile a quello che proponiamo qui accanto (cf foto).
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