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MENSILE D'INFORMAZIONE E FORMAZIONE LITURGICA |
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Cristo nei suoi Misteri La domenica “della Samaritana”3a di Quaresima - A 3 marzo 2002 di Roberto Soprano Orazione“Dio
misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto, a rimedio del
peccato, il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna: guarda a
noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il rimorso
delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia”. E’ stato detto che la “follia” dell’amore di Dio ha come oggetto la nostra miseria. Molti nostri sforzi, molte nostre buone azioni, mirano però a dissimulare agli occhi nostri e degli altri, questa realtà che appartiene a tutti. Spesso ci comportiamo così per credere o dire di essere cari a Dio e degni delle sue attenzioni. Eppure dobbiamo credere che Dio può operare solo là dove c’è una miseria che si lascia sollevare; imitatori di Pietro che riconosce la distanza infinita tra lui e Gesù e gli dice: “Va’ lontano da me perché sono peccatore” (Lc 5,8). Riconoscersi peccatori, vuol dire entrare sempre più nella via dell’amore. Il figlio disgraziato del Vangelo che, scoprendo il cuore del padre, si riconosce peccatore, diviene capace di amare; ugualmente il marito che si dichiara indegno della propria moglie, afferma, in modo profondo, l’amore per lei. Pertanto, le opere penitenziali, il digiuno, la preghiera, la carità fraterna, possono e devono dilatare la nostra capacità d’amare. Prima lettura (Es 17,3-7)
Il
popolo che muore di sete nel deserto critica Mosè e con lui Dio stesso che,
contro ogni resistenza degli uomini realizza il suo piano di salvezza. Dio
si fa attento alla mormorazione del suo popolo e fa sgorgare acqua dalle
pietre più dure ed asciutte, dimostrandosi così roccia, forza, difesa,
sostegno d’Israele. Paolo, rileggendo questo brano, affermerà che già al
tempo dell’esodo coloro che erano nell’attesa dei tempi messianici,
attingevano alla roccia, a Cristo (1 Cor 10,1-4). Un secondo simbolismo è
dato dal fatto che l’acqua che scaturisce dalla roccia, dal Cristo, è
proprio l’acqua battesimale che ci disseta e rigenera. Seconda lettura (Rm 5,1-2.5-8)Siamo stati “graziati” da Dio senza alcun merito, non perché eravamo buoni o giusti Cristo è morto per noi, ma lo fece quando eravamo ancora peccatori. Solo Dio poteva arrivare all’idea di morire per un nemico che è chiamato “amico”. E siamo diventati amici solo in forza di questo morire, quando dalle ferite del costato di Gesù l’amore è stato versato nei nostri cuori. Paolo elenca le conseguenze di questa scelta di Dio: la pace, la capacità di comunicare col Padre, la speranza rafforzata dalla pazienza, l’amore di Dio e il dono dello Spirito. Vangelo (Gv 4,5-42)
Ogni dono che il Signore ci vuol fare è preceduto da una richiesta,
comincia col tendere la mano quasi imponendoci un distacco, una privazione,
una rinuncia. La Samaritana intuisce il rischio di quell’incontro
pericoloso e cerca, abilmente, delle scappatoie alle quali il Maestro
pazientemente si piega, aspettando e rispettando il suo tempo. In modo
sorprendente però, intuendo il momento favorevole, gioca una carta decisiva
rivelando quel segreto che molti avevano già tentato di scoprire. Egli è
il Messia. Non esita a rivelare la propria identità a questa donna dai
cinque mariti (più uno abusivo), pur di spezzare la sua resistenza. E
allora la donna abbandona la brocca al pozzo e corre in città ad informare
i concittadini di quell’incontro eccezionale. Ecco la conseguenza
inconfondibile dell’incontro che non è mai innocuo, che non lascia mai le
cose al loro posto. La donna lo aveva intuito fin dal primo istante, per
questo aveva tentato di sottrarvisi. Ora occorre “cambiare”, un verbo
scomodo per tutti, che obbliga a lasciare le cose che prima forse sembravano
essenziali. Un verbo impegnativo, esigente, al quale occorre aggiungere un
avverbio: “subito”. Parole
dalla Parola
L’incontro in prossimità del pozzo di Giacobbe permette l’utilizzo
dell’acqua come elemento simbolico di tutto un percorso di scoperta: Gesù
rivela la donna a se stessa, e rivela se stesso alla donna. La stessa
indicazione di tempo: “Era verso
mezzogiorno”, annuncia il momento della luce piena, la rivelazione
della luce al massimo del suo splendore. Dice in anteprima il tempo della
piena Rivelazione, destinata a illuminare la vita non chiara della
samaritana.
“E’ progressivamente che si
rivelò a lei, prima come Giudeo, poi come profeta, quindi come il Cristo.
La condusse di gradino in gradino fino al livello più alto. Essa vide in
lui dapprima qualcuno che aveva sete, poi un giudeo, quindi un profeta, e
infine Dio. Essa persuase colui che aveva sete, ebbe il giudeo in
avversione, interrogò il saggio, fu corretta dal profeta e adorò il
Cristo” (Efrem,
Diatessaron).
La notizia data dalla donna fa comprendere ai samaritani che è giunta per
loro l’ora della misericordia di Dio. Raggiungendo
Gesù e rompendo ogni barriera di pregiudizi razziali e religiosi,
desiderano immediatamente che egli resti con loro. La riconciliazione è
fatta. Gesù acconsente, interrompe il viaggio e si ferma due giorni in
Samaria.
Padre buono, noi spesso ci lamentiamo perché la vita è faticosa, il lavoro
opprimente, le preoccupazioni incalzanti e finisce che trascuriamo proprio
l’unica cosa necessaria: Te.
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La
Vita in Cristo e nella Chiesa |
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