Archivio
E-Mail
Chi siamo
 

MENSILE D'INFORMAZIONE E FORMAZIONE LITURGICA

 

"Vegliate un’ora con me..."

Giovedì santo, sera - All’altare della reposizione

a cura della redazione

Nella notte in cui veniva tradito
egli prese il pane e lo spezzò,
prese il calice e disse: 
questo è il mio corpo e questo è il mio sangue
versato per voi per tutti” 

(cf Preghiera eucaristica III, racconto dell’istituzione) 

Introduzione:

Guida: Pieni di immenso stupore, tremore e gioia grande, adoriamo, prostrati,il mistero del Corpo dato e del Sangue versato per noi, dal Signore Gesù:

nel Sacramento del Pane e del Vino egli ha racchiuso la sua gloriosa passione, morte  e resurrezione e ha perpetuato tra noi la sua Presenza perché mediante il dono del suo spirito, racchiuso in questi santi segni potessimo vivere per lui ed entrare con lui nel cuore del Padre.

Canto: Pane di vita nuova

Guida: Rivisitiamo il mistero di questa “sera dell’amore” con l’ausilio di un poeta della tradizione patristica cristiana che con immagini efficaci, ci fa rimanere nel cenacolo per contemplare ciò che è accaduto, per noi e per tutti.

Lettore: Dall’omelia in canto di Cirillona, scrittore e poeta cristiano

 1° Lettore: Condusse i suoi discepoli il Signor Nostro
e venne in casa per lavarli.
Li fe’ sedere, quale Erede, a mensa,
poi si levò, servì come amico.
Versò l’acqua di ristoro
e portò il catino della lavanda.
Prese un panno, i suoi fianchi cinse.
Allora scorsero le mie lagrime e la mia mente si commosse;
nascosi per timore la mia faccia,
la mia vista distolsi per terrore.

(Il Poeta interroga i profeti nello sheòl)

2° Lettore: Sospirai di uscire, poiché non era possibile
veder che si piegava e li lavava.
Attraversai la casa e levai alta la voce 
perché mai ciò avvenisse che dinanzi al suo creatore la polvere segga
ed il suo Signor si levi e i suoi piedi lavi.
Interrogai i profeti, ma non potei 
saper da loro se ciò avessero scritto.
Mi prese lo spirito, come Ezechiele,
e presso gli araldi con celerità mi pose. …

1° Lettore: Voi prego, profeti del mio Signore, 
ascoltate in segreto un sol momento; 
Colui che voi annunziaste che Fuoco e Spirito
e Fiamma potente egli è, 
Colui che voi annunziaste che non è visibile
come è, perché la sua vista è difficile,
Colui di cui voi, annunziaste che nessuno può
veder la sua persona e vivere nel mondo,
Colui di cui diceste che per timore
i Vigili le facce nascondon con le ali,
Colui di cui voi diceste che sul trono,
l’antico dei giorni, Daniele vide,
Colui di cui diceste che il mondo
lo sguardo suo atterrisce ed il creato scuote,
ecco, si è fatto servo ed il catino porta
e dei pescatori lava i piedi, e li asciuga con un panno,
ed il suo venditore, come loro».
«Taci, uomo, e non ci angustiare.
Lieto annunzio è questo che ci hai dato;
se è ver che questo avvenne,
speranza e felicità (è) per tutto il mondo.
Grande tempo è qui per noi
che aspettiamo che ciò sia udito;
gioia dunque per tutti noi, poiché, ecco,
_
la parola delle nostre scritture non dice il falso.
Va’ dunque, non ti crucciare,
ringrazia e loda e non ti rattristare». …

(Gesù lava i piedi a Giuda)

2° Lettore: Lo vidi che era lieto e li lavava
e a loro ministrava con sereno volto.
Prese i loro piedi, ma non si bruciarono,
e l’acqua gettò senza che ardessero.
Da essi asterse la fatica e la stanchezza,
e ad essi dette riposo, perché sulla via corressero.
Passò da tutti loro, secondo il suo amore,
in modo uguale, senza distinzione.
Giunse da Giuda ed i suoi piedi prese,
e, senza bocca, gemette la terra.
Dalle pareti, una voce emisero le pietre,
poiché videro che il Fuoco le risparmiava.
A terra abbassai il mio capo, e le mie orecchie udirono
voci di pianto che si diffondevano.
E forse così echeggiò
la voce attonita nella bocca dei suoi agnelli:
«Di chi meravigliarci dobbiamo o in chi guardare,
poiché due parti sono in agitazione?
A colui che siede, il cui cuore è pieno
di assassinio ed inganno e non si commuove,
o all’altro, che di misericordie è pieno
e del suo assassino lava i piedi?».
Grande agitazione appena tocca
il suo assassino la mano del Signor Nostro.
Non palesò il Signor Nostro la malvagità di lui,
la sua iniquità tacque e lo trattò al par degli altri. ..

(Il grande precetto)

1° Lettore: Finisce l’atto della lavanda
e sull’amore a loro comanda:
«Vedete, discepoli miei, che cosa ho fatto,
e quale opera a voi prescrissi.
Ecco lavai e vi detersi,
recatevi con letizia nella chiesa
e calpestate le sue porte come eredi;
calpestate il maligno e non temete,
e del serpente il capo e non vi spaventate.
Percorrete le vie senza timore
e sia annunziata nei castelli la mia parola;
nelle città seminate il Vangelo,
e negli uomini nascondete l’amore.
Dinanzi ai re il mio annunzio esponete,
e tra i giudici la mia fede mostrate.
Io, che sono il vostro Dio,
ecco mi sono umiliato, vi ho servito.
E’ la Pasqua perfetta che vi preparo,
e la faccia rasserenerò di tutto il mondo».

Ritornello: Pane di vitA NUOVA

 - breve silenzio - 

(Invito alla Pasqua)

2° Lettore: …«Il re il suo corpo, ecco, divide, 
Venite, mangiate, per grazia il pane; 
ciechi, venite, la luce mirate; 
servi, la libertà prendete;  
assetati, venite, bevete il fuoco;  
venite, o morti, la vita prendete; 
col pane, che gratis vien diviso,
 nessuno morirà della sua fame ». 
Grida Isaia con impeto  
Nell’ardore della sua profezia: 
«senza argento e senza prezzo 
mangiate il pane e sorbite il vino». 
E’ il pane che venne dal cielo,  
(e) non seminato è radicato in terra;  
è fior di farina che è piena di purezza, 
su cui non dominò il peccato.  

(Gesù a mensa con i suoi discepoli)

1° Lettore: La sua schiera condusse il Signor nostro
e nella sala superiore si fermò;
salì, a mensa sedè per primo
e i discepoli suoi dopo di lui.
Essi seggono e lo mirano
mentre egli mangia e si trasmuta.
L’Agnello mangiò l'agnello,
e la Pasqua, la Pasqua consumò.
Celebrò quella del Padre suo
e diede inizio a quella sua.
Abrogò la legge,
e quindi subentrò quella della riconciliazione. …

2° Lettore: E cominciò a dire
quello che aveva promesso:
«Ardentemente ho desiderato
mangiar con voi
questa Pasqua,
prima che io soffra.
Venite, prendetemi,
perché io lo chiedo;
e mangiatemi,
perché io lo voglio.
Con denti di fuoco,
le mie ossa spezzate;
e con corporee lingue,
il mio sangue caldo.
Questo è il corpo
che i Vigili non possono
contemplare
per la gloria sua;
questo è il pane
della divinità,
che ai terrestri
per bontà io diedi.

1° Lettore: Questo è il Santo
per cui son santificati
i Serafini del Cielo,
che gli gridan Santo.
Questo è il frutto,
mangiando il quale,
volle Adamo
diventare Dio.

2° Lettore: Venite, prendetemi a pezzi,  
e gustatemi  
misticamente. 
Per il mondo  
mi son fatto cibo; 
e per la fame pane perfetto.  

1° Lettore: Venite, discepoli miei,
prendetemi;
io stesso mi pongo
nelle vostre palme.
Ecco io me ne sto
tutto in verità,
e voi mi mangiate
tutto in verità.
Io non brucio
chi di me si ciba;
bensì colui,
che a me non s’avvicina,
Io non brucio
chi di me si ciba,
bensì colui,
che me non gusta.

2° Lettore: Venite, diletti miei,
anche il mio sangue bevete,
che testamento
nuovo è esso.
Bevete il calice
di fiamma,
il sangue che infiamma
quanti lo bevono.
Questo è il calice,
per cui si conforta
l’antico Adamo
delle sue sventure.
Questo è il sangue,
per cui è reso vano
il sangue degli animali
della terra. …

1° Lettore: Questo è il calice,
in cui son nascosti,
misericordia e giudizio,
vita e morte. …

2° Lettore: Bevetene
ed abbeverate
il creato tutto
premurosamente. …

1° Lettore: Voi, beati,
o miei discepoli,
che, con le vostre bocche,
di me vi cibaste!
E perché non dimentichiate
questa sera,
che per voi è stata grande
più del giorno;
perché non dimentichiate
questo tempo,
in cui gustaste
la divinità,
questo specialmente a voi comando,
o miei diletti
e confidenti:
che questa memoria
non cessi
in mezzo a voi
fino alla fine.
Così, fratelli miei,
per me farete
in tutti i tempi,
e di me vi ricorderete.
Del mio corpo vi cibaste,
non mi dimenticate;
il mio sangue, beveste,
non mi trascurate.

1° Lettore: Sia nella Chiesa
memoria grande,
ed in mezzo al mondo,
questa Pasqua;
questo giorno,
sia santo
e benedetto e bello
fra tutti i giorni.
in esso si consolino
tutti gli afflitti;
sian liberati in esso
tutti gli oppressi;
sian salvi in esso
tutti gli afflitti;
in esso di nuovo escan fuori
tutti i detenuti;
sian santificate in esso
le acque chiare
del battesimo;
ed ancor sia preparato in esso
il battesimo;
in esso rinasca
il popolo perfetto;
ringiovaniscano in esso
i vecchi consunti dal tempo,
crescan per me in esso
i figli della terra;
ed in esso ascendano
gli uomini al cielo.

2° Lettore: Ecco, ogni cosa
è compiuta,
ed i misteri ha sigillato
e le figure.
Con gioia uscite
dal Cenacolo
e penetrate nel mondo,
come mercanti.
Annunziatemi
nelle regioni;
ed in cibo datemi
ai figliuoli dell’uomo.

1° Lettore: Colui che è servo,
per me sia liberato;
chi è immondo,
per me sia santificato;
il re ed il servo
presso di me vangano,
perché sono uguale
per chi mi cerca;
la serva e la signora,
a me si accostino,
poiché non v’è presso di me
distinzione di persona.

2° Lettore: L’umile e gli eccelsi
del mio sangue bevano,
poiché uno è il calice,
senza distinzione.
lo vado, or dunque,
io alla mia opera,
e voi, in pace,
di qui uscite.
Andrò a subire
a crocifissione,
e ascenderò per esaltare
Adamo prostrato.

1° Lettore: Nella mia pace restate 
e non vi affliggete 
finché non risorga 
dal sepolcro;  
rimanete in pace, 
e con vittoria  
presso di voi verrò 
e con la gloria» 

 

- Silenzio di adorazione -

Interventi liberi (ciascuno, con libertà, può proporre una espressione di adorazione, ringraziamento, supplica; lo può fare anche proponendo un canto, un versetto biblico, un salmo)

LETTURA DEL Vangelo

Il Sacerdote o la guida, infine ripropone il brano del comandamento dell’amore Gv 13 o del chicco di frumento che muore Gv 12,20-27 o altro, se si ritiene opportuno

     Dopo aver ricevuto ancora la consegna di Gesù tutti cantano: Dov’è carità e amore (Ubi caritas) nella volontà di riconciliarsi con tutti, di perdonare ed essere perdonati.

Si può fare questo mentre si canta, inginocchiandosi, prostrandosi o in altro modo, dinanzi all’Eucaristia.

Al termine tutti, levando le mani, dicono insieme il Padre nostro, la preghiera che il Figlio ha lasciato a noi ormai fratelli suoi e figli del Padre suo.

L’assemblea si scioglie in silenzio e l’adorazione continua almeno sino alla mezzanotte; là dove è possibile sino al mattino, sebbene con meno solennità, spegnendo, per esempio, qualche cero, in segno di austerità poiché è subito Venerdì santo.

 

       
       

La Vita in Cristo e nella Chiesa  
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal venerabile Giacomo Alberione nel 1951 
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro