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MENSILE D'INFORMAZIONE E FORMAZIONE LITURGICA |
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Cristo nei suoi Misteri La Domenica
del Corpo 2 giugno 2002 di Emmanuela Viviano
"Il Signore ha nutrito il suo popolo con fior di frumento, Queste
parole tratte dal salmo 80 costituiscono l’antifona d’ingresso dell’odierna
solennità. Davvero il Signore ha nutrito il suo popolo per quarant’ anni
nel deserto e continua a nutrire la Chiesa con il pane degli angeli e l’acqua
scaturita dalla roccia. "Quel cibo e quella bevanda provengono dalla
roccia divina che seguiva il popolo, Cristo, che in essi donava lo Spirito
Santo". La
manna della vita eterna Il capitolo 6 del Vangelo
di Giovanni è una grande catechesi eucaristica. Siamo nella sinagoga di
Cafarnao dove Gesù pronunzia il suo discorso sul pane di vita offrendo se
stesso come unico pane che veramente da la vita, quella eterna, nuova manna
che non perisce, quella che va cercata per non andare incontro alla morte.
"Cafarnao - dice G. Ravasi - resta inscritta nella geografia
dell’anima come la terra della suprema presenza sotto i segni del
pane e del vino ... ma è anche il luogo dello scandalo nei confronti di un
Dio che offre se stesso fino a donare carne e sangue". "Ricordati....
non dimenticare" Israele è in una situazione di grande benessere ma non può, non deve dimenticare il cammino che il Signore Dio gli ha fatto percorrere per quaranta anni nel deserto, nutrendolo di manna e di acqua, segni della Parola che esce dalla bocca di Dio. Ecco che questo testo del Deuteronomio viene definito come "comandamento per un tempo di benessere". Israele ha imparato, nel suo lungo peregrinare sotto la guida divina, che l’uomo non vive solo di pane ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Nel pericolo dell’autosufficienza risuona l’invito a "ricordarsi", a "non dimenticare" per vivere ancora nell’oggi l’evento salvifico che ha Dio per autore. Cibo e bevanda per Israele e per la Chiesa è sempre la Parola di Dio che nutre per la vita eterna. Siamo
un corpo solo "Poichè c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo". Così san Paolo scrive alla comunità di Corinto divisa in molte fazioni. L’apostolo ci aiuta a divenire consapevoli delle esigenze concrete che derivano dal celebrare l’Eucaristia in cui diveniamo un solo Corpo con Cristo e tra di noi. Gli fa eco il bellissimo testo della Didachè che rivela mirabilmente il senso dell’essere e del fare Eucaristia: "Come i grani di frumento che sono germinati sparsi sulle colline, raccolti e fusi insieme, hanno fatto un solo pane, così, o Signore, fà di tutta la tua Chiesa, che è sparsa su tutta la terra, una cosa sola; e come questo vino risulta dagli acini dell’uva che erano molti ed erano diffusi per le vigne coltivate di questa terra e hanno fatto un solo prodotto, così, o Signore, fa che nel tuo sangue la tua Chiesa si senta unita e nutrita di uno stesso alimento". L’Eucaristia realizza l’unità della Chiesa nel perenne memoriale di ciò che il Signore ha fatto in quella Cena del dolore e dell’amore.
Preghiera della famiglia attorno alla mensa
Per i nostri lettori e pensando di fare loro cosa gradita, riportiamo le indicazioni del Direttorio su Pietà popolare e liturgia, Principi e orientamenti (cf pp 135-139) per la solennità del Corpo e Sangue del Signore. Oltre alle origini e al significato di questa festa vi sono indicazioni per la processione e l’Adorazione Eucaristica. La solennità del Corpo e Sangue del Signore 160. Il giovedì che segue la solennità della santissima Trinità la Chiesa celebra la solennità del sacratissimo Corpo e Sangue del Signore. La festa, estesa nel 1264 da papa Urbano IV a tutta la Chiesa latina, da una parte costituì una risposta di fede e di culto a dottrine ereticali sul mistero della presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, dall'altra fu il coronamento di un movimento di ardente devozione verso l'augusto Sacramento dell'altare. La pietà popolare, dunque, favorì il processo istitutivo della festa del Corpus Domini; a sua volta, questa fu causa e motivo del sorgere di nuove forme di pietà eucaristica nel popolo di Dio. Per secoli, la celebrazione del Corpus Domini è stata il principale punto di convergenza della pietà popolare verso l'Eucaristia. Nei secoli XVI-XVII, la fede, ravvivata dal bisogno di reagire alle negazioni del movimento protestante, e la cultura - arte, letteratura, folklore - hanno concorso a rendere vive e significative molte espressioni della pietà popolare verso il mistero dell'Eucaristia. 161. La devozione eucaristica, così radicata nel popolo cristiano deve tuttavia essere educata a cogliere due realtà di fondo: - che supremo punto di riferimento della pietà eucaristica è la Pasqua del Signore; la Pasqua infatti, secondo la visione dei Padri, è la festa dell'Eucaristia, come, d'altra parte, l'Eucaristia è anzitutto celebrazione della Pasqua, ossia della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù; - che ogni forma di devozione eucaristica ha un intrinseco riferimento al Sacrifico eucaristico o perché dispone alla sua celebrazione o perché prolunga gli orientamenti cultuali ed esistenziali da essa suscitati. Perciò il Rituale Romano ammonisce: "I fedeli, quando venerano Cristo presente nel Sacramento, ricordino che questa presenza deriva dal Sacrificio e tende alla comunione, sacramentale e spirituale".61 162.
La processione nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo è, per
così dire, la "forma tipo" delle processioni eucaristiche. Essa
infatti prolunga la celebrazione dell'Eucaristia: subito dopo la Messa,
l'Ostia, che in essa è stata consacrata, viene portata fuori dall'aula
ecclesiale perché il popolo cristiano "renda pubblica testimonianza di
fede e di venerazione verso il santissimo Sacramento".62 163. Le processioni eucaristiche si concludono ordinariamente con la benedizione del santissimo Sacramento. Nel caso specifico della processione del Corpus Domini, la benedizione costituisce la conclusione solenne dell'intera celebrazione: al posto della consueta benedizione sacerdotale viene impartita la benedizione con il santissimo Sacramento. E' importante che i fedeli comprendano che la benedizione con il santissimo Sacramento non è un forma di pietà eucaristica a sé stante, ma è il momento conclusivo di un incontro cultuale sufficientemente prolungato. Perciò la norma liturgica vieta "l'esposizione fatta unicamente per impartire la benedizione".66
L'adorazione eucaristica 164. L'adorazione del santissimo Sacramento è una espressione particolarmente diffusa di culto all'Eucaristia, a cui la Chiesa vivamente esorta i Pastori e i fedeli. La sua forma primigenia si può far risalire all'adorazione che, il Giovedì Santo, segue la celebrazione della Messa nella Cena del Signore e la reposizione delle sacre Specie. Essa è altamente espressiva del legame esistente tra la celebrazione del memoriale del sacrificio del Signore e la sua presenza permanente nelle Specie consacrate. La conservazione delle sacre Specie, motivata soprattutto dalla necessità di poter disporre di esse in ogni momento per amministrare il Viatico agli infermi, fece sorgere nei fedeli la lodevole consuetudine di raccogliersi davanti al tabernacolo per adorare Cristo presente nel Sacramento.67 Infatti, "la fede nella presenza reale del Signore conduce naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di quella fede medesima (...). La pietà, dunque, che spinge i fedeli a prostrarsi presso la santa Eucaristia, li attrae a partecipare più profondamente al mistero pasquale e a rispondere con gratitudine al dono di colui che con la sua umanità infonde incessantemente la vita divina nelle membra del suo Corpo. Trattenendosi presso Cristo Signore, essi godono della sua intima familiarità e dinanzi a lui aprono il loro cuore per loro stessi e per tutti i loro cari e pregano per la pace e la salvezza del mondo. Offrendo tutta la loro vita con Cristo al Padre nello Spirito Santo, attingono da quel mirabile scambio un aumento di fede, di speranza e di carità. Alimentano quindi così le giuste disposizioni per celebrare, con la devozione conveniente, il memoriale del Signore e ricevere frequentemente quel Pane che ci è dato dal Padre ".68 165.
L'adorazione al santissimo Sacramento, in cui convergono forme
liturgiche ed espressioni di pietà popolare di cui non è facile
distinguere nettamente i confini, può rivestire diverse modalità:69
————————— 61 RITUALE
ROMANUM, De sacra communione et de cultu mysterii eucharistici extra
Missam, Editio Typica, Typis Polyglottis Vaticanis 1973, 80.
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La
Vita in Cristo e nella Chiesa |
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