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MENSILE D'INFORMAZIONE E FORMAZIONE LITURGICA |
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Sussidi
La Pasqua di Maria Liturgia
vigiliare nella solennità A CURA DI F. PLATANIA E C. SIGNORELLO - MUSICHE DI A. GOUZES PRESENTAZIONE La celebrazione che proponiamo segue sostanzialmente la struttura dell'Ufficio delle letture nella Liturgia delle Ore del Rito Romano; alcune parti aggiunte sono ispirate alla tradizione antica e all'ufficio bizantino, che ci sembra possano lodevolmente prolungare la liturgia vigiliare senza deformarne l'ordinamento consueto. Questa celebrazione vigiliare notturna ha luogo ogni anno a Sylvanes, la sera tra il 14 e il 15 agosto con grande concorso di popolo. La Beata Vergine Maria Assunta è titolare di quell'Abbazia. Attorno a questa grande solennità si sono sviluppate a Sylvanes notevoli iniziative culturali e di formazione alla liturgia: dal canto all'arte figurativa, floreale, ecc.... UN PÒ DI STORIA Dei racconti del transitus, cioè della morte o Pasqua di Maria se ne conoscono almeno 13; la loro storia è travagliata, a loro attendibilità apocrifa. Resta il fatto che a Gerusalemme, nella valle del Cedron, presso il Getsemani, fin dal II secolo si venera la tomba di Maria. Le venerate Chiese orientali vi si recano il 15 agosto scendendo dalla porta dei Leoni o della Sittim Maria con una solenne processione. I racconti del Transitus Mariae si possono trovare nella raccolta Apocrifi del Nuovo testamento a cura di L. Moraldi, edizioni Tea, p 807 e ss. Presso il Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa" in via del Corso 306 a Roma esiste una edizione della Veglia con testi e musiche del M° A. Martorell completa di libretto e CD. Il sussidio che proponiamo su queste pagine pensiamo possa essere utile per le comunità monastiche, religiose e parrocchiali che vogliono rendere più solenne e più intensamente partecipata la solennità della “Pasqua di Maria" nella sua Assunzione al cielo, "segno di sicura speranza e di consolazione per il pellegrinante popolo di Dio" (cf LG 68) La tradizione dell'Occidente Dal tempo di Papa Sergio I (687-701) che la introdusse a Roma e fino a Pio V (1566) la solennità dell'Assunta si celebrava con una processione stazionale che, partendo da Sant'Adriano al Foro, percorreva le vie della Città per terminare a Santa Maria Maggiore. Erano prescritti il digiuno, la vigilia e un'ottava di festa. Ma è soprattutto in Occidente che della celebrazione liturgica venne precisato con magistero infallibile l'oggetto primario. Pio XII nel 1950 definì che «la beata Vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo»; e il Concilio Vaticano II aggiunse: «perché fosse più pienamente conformata col Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte» (LG 59). La tradizione dell'Oriente Nelle Chiese d'Oriente, fin dal tempo del Concilio di Efeso (431), la solennità del Transito o Dormizione è la «festa delle feste» della Madre di Dio. Tutte le Chiese orientali - siriaca, alessandrina, etiopica, greca ed armena, non esclusa l'assira, che già viveva isolata nel secolo V oltre i confini dell'impero bizantino - considerano la Dormizione di Maria come la più grande festa mariana, e vi si preparano con molti giorni di preghiere e di austeri digiuni. La «Pasqua di Maria» nel rito bizantino Nella Chiesa bizantina la Dormizione è celebrata come «la Pasqua della Madre di Dio». I quattordici giorni che precedono la Festa sono chiamati «piccola quaresima della Vergine», in analogia con la grande quaresima che conduce alla Pasqua di Cristo. E invalso anzi l'uso, specialmente tra i popoli slavi, di celebrare la Veglia dell'Assunta come la Veglia del Sabato Santo, mettendo cosi in piena luce l'intimo nesso che unisce la Pasqua di Cristo Capo alla Pasqua del suo mistico Corpo, anticipata in Maria. La presente Veglia si apre con un lucernario che può aver luogo presso una chiesa o un'edicola con l'accensione dei ceri del popolo convenuto; si prolunga con l'Ufficio delle letture del Rito Romano con lettura biblica dei Padri e responsori tratti dalla tradizione di Sylvanes. La Veglia può culminare con la proclamazione del Vangelo come noi proponiamo e il cantico di Maria, oppure proseguire con la Messa della vigilia dell'Assunta (cf Messale Romano e relativo Lezionario)
SCHEMA DELLA VEGLIA La Veglia può avere inizio in una chiesa o in un luogo aperto, davanti a un'icona della Beata Vergine Maria; dopo il saluto introduttivo (O Dio vieni a salvarmi... Gloria al Padre) l'icona viene incensata, segue il lucernario. Si accendono eventuali fiaccole distribuite ai fedeli e ci si avvia in processione verso la chiesa. Precede l'incensiere davanti all'icona, poi i fedeli con le fiaccole. LUCERNARIO A CCLAMAZIONE A CRISTO LUCE DEL MONDORit. O luce
gioiosa, eterno splendore del Padre, santo, immortale Gesù Cristo! Chi presiede o guida la Veglia dice: Ti rendiamo grazie, Padre, per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore: in lui ci hai illuminati, rivelandoci la luce che non tramonta. Trascorso ormai questo giorno e giunti all'inizio della notte, sazi della luce che hai creato per il nostro bene, noi ti lodiamo e ti glorifichiamo, per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, ora che la tua grazia ci concede anche la luce della sera. A te la gloria, la potenza e l'onore, al Figlio con lo Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Tutti: (in canto) Amen. Segue l'INNO Canta ed esulta, o Chiesa
del Signore: ANNUNZIO DELLA FESTA 1° Solista: Oggi
la Vergine Maria e accolta nei cieli,
oggi spunta l'aurora della Chiesa, oggi è ridata la
speranza al popolo che camminava incontro al
Padre, oggi Cristo riveste di gloria e d'immortalità,
il corpo di Colei che gli ha plasmato un
corpo. LETTURA
DELLA SCRITTURA Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! 58Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore. Segue un tempo di silenzio CANTICO
DELL’ANTICO TESTAMENTO Ascoltatemi, figli santi, * S ALMODIA1 Antifona IL
RE TUO DILETTO Salmo 44 Effonde il mio cuore liete
parole, † 2 Antifona Tu
hai aperto il Paradiso Salmo 83 Quanto sono amabili le tue
dimore, * 3 Antifona
Un
segno prodigioso Salmo 86 Le sue fondamenta sono sui
monti santi; †
LETTURA DEI PADRI DELLA CHIESA Dalle Catechesi di Neofito il recluso sulla santa augusta, beata Dormizione di Maria Santissima Madre di Dio Ecco l'augusta, veneranda e beata Dormizione dell'immortale Madre di Dio; ecco, il santuario della divinità che è principio di vita oggi ascende alla vita senza fine; la Sposa del Re delle celesti potenze è trasportata ai talami celesti, la fiaccola ritorna alla luce che non tramonta; ecco, il palazzo del Re della gloria sale ai magnifici regali conviti, il trono del Re increato è riportato alla casa del Re; ecco, la mensa immacolata e pura ci invita tutti a banchettare, a dissetarci, ad essere illuminati. Ci pone innanzi il pane di vita, mesce nella coppa una bevanda purificatrice: "Ecco il pane, dice, che per mezzo mio vi è dato, ecco il calice colmo dal suo puro costato che dona la vita". Ad alta voce Ella ci esorta: "Orsú mangiate il mio pane che dà la vita; non mangiate pane non nostro, per non morire. L'allettante pane del peccato è mortifero, e colui che lo porge è un omicida. Ma io, che per natura sono vita, vi offro un pane di vita. Mangiate dunque degnamente del mio pane, per non morire, e bevete il vino che vi ho versato, e inebriatevi "dell'abbondanza della mia casa". Così spiritualmente ci parla la Madre della vita. Da parte nostra, studiamoci di onorare coi fatti e con le parole la sua Dormizione veneranda, degna d'onori divini, davvero beata e immacolata. Coi fatti onoreremo la Tutta pura e intemerata, mediante una vita intemerata e un comportamento puro; con le parole poi, proclamandole: Ti diciamo beata, noi, generazioni tutte, o Madre della vita, come tu stessa hai profetizzato. Ti diranno sempre beata, ma soprattutto oggi, le schiere degli angeli e le folle dei mortali. Tutto il corso della tua vita si svolse beato e immacolato: in modo beato, mirabile, per dono di Dio sei stata concepita, generata e nutrita; in modo beato e ineffabile hai pure concepito il Verbo beato, e dopo aver dato alla luce l'inenarrabile al di là di ogni parola ed intendimento, sei rimasta prodigiosamente Vergine come prima del parto. Giustamente dunque, o Beatissima, tutte le generazioni ti dicono beata. Poiché dunque fu tutto beato, e immensamente beato, quanto ti riguardava, ti toccò in sorte una fine ugualmente beata e veneranda: ricevesti un premio celeste dal tuo Signore, che per grazia ti era Figlio; per onorare la tua salma si riunì in aria il coro degli apostoli, mentre scendevano dal cielo, volando, gli eserciti degli angeli insieme al tuo Figlio e Signore, nelle cui sante mani consegnasti il tuo spirito. Quale mortale dunque potrebbe degnamente lodare te, che il Dio Verbo glorificò e le potenze celesti e i cori degli apostoli, ieri, ora e sempre dicono beata, perché Madre di Dio? O Sposa beata, intatta, immacolata, divinamente accetta del Padre immortale, o ricettacolo del divino Paraclito, o Madre del Re della gloria. (Neofito il Recluso) Silenzio CANTICO
Responsoriale I Oggi Cristo salvatore CANTICO
Responsoriale II Maria piena di grazia ACCLAMAZIONE
AL VANGELO Dal Vangelo secondo Luca In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre". Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. PAROLA DEL SIGNORE Silenzio per la riflessione personale INNO "Te Deum" Noi ti lodiamo, Dio, * Guida: Tutti:
Amen. CANTICO DELLA BEATA VERGINE Lc 1,46-55 L'anima mia magnifica il
Signore * N.B. Chi desidera riceve le musiche della Veglia in formato pdf può richiederle alla redazione e-mail: redazione.vitaincristo@tin.it
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La
Vita in Cristo e nella Chiesa |
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