Archivio
E-Mail
Chi siamo

 

 

MENSILE D'INFORMAZIONE E FORMAZIONE LITURGICA

 
 

 

Da Alba al mondo

ROSARIA AIMO

 

Così papa Paolo VI descrive don Giacomo Alberione
"Umile, silenzioso, instancabile, sempre vigile, sempre raccolto nei suoi pensieri che corrono dalla preghiera all'opera, sempre intento a scrutare i segni dei tempi, cioè le più geniali forme per arrivare alle anime".

 

 Giacomo Alberione nasce il 4 aprile 1884, da una modesta famiglia di agricoltori a San Lorenzo di Fossano (CN). Vive la sua infanzia a Cherasco, dove la famiglia si è trasferita; lì frequenta le scuole elementari. La radice cristiana della famiglia è solida. In seconda elementare, alla domanda della maestra Rosa Cardona, risponde con decisione: "Mi farò prete"; con cura paterna don Montersino, parroco di San Martino, coltiva quella vocazione in germe. Giacomo entra nel seminario di Bra nel 1895; dimesso, torna in famiglia all’inizio del 1900. Superata la crisi adolescenziale, riprende il cammino verso il sacerdozio ed entra in autunno nel seminario di Alba.

 La notte del 31 dicembre del 1900 è per il chierico sedicenne la notte di luce, decisiva per la sua vita e la futura missione. In una prolungata adorazione eucaristica, una particolare luce venuta dall'Ostia, una maggior comprensione dell'invito di Gesù: "venite a me tutti", la chiarezza sui bisogni della Chiesa e del mondo e la decisione di rispondere a Dio, facendo qualcosa per il nuovo secolo.

 Giacomo conchiude il suo curriculum formativo, è ordinato sacerdote da mons. Francesco Re, vescovo di Alba, il 29 giugno 1907 ed inizia il suo ministero pastorale come vicecurato a San Bernardo di Narzole, dove incontra e avvia al sacerdozio colui che veneriamo oggi come Beato Timoteo Giaccardo. In aprile 1908 consegue il grado accademico di dottore in teologia a Genova, presso la Facoltà teologica di San Tommaso.

Nell'autunno il vescovo di Alba gli conferisce l'incarico di direttore spirituale e di professore di diverse materie in seminario. Don Giacomo ha come modello ed ispiratore uno straordinario sacerdote albese, il Ven. canonico Francesco Chiesa. Da lui impara a trasformare tutto: avvenimenti sociali e politici, biblici e liturgici, culturali ed ecclesiali, in oggetto di meditazione e preghiera, a mettere la storia davanti a Dio con lo stile di contemplazione nell'ordinario, che gli permette man mano di cogliere i segni di Dio, delineare le note che costituiranno la fisionomia e le opere della Famiglia che lo seguirà nella sua avventura.

 “Attendere l'ora nella pace”

Dal 1908 al 1914 il giovane prete si presta nella diocesi e nel territorio albese per le attività più varie. É l'anima di movimenti apostolici diocesani, in campo catechistico, biblico e liturgico; è attivo promotore in campo sociale, soprattutto in favore dell'Unione popolare.

Nel 1913 riceve dal vescovo l'incarico di dirigere la Gazzetta d'Alba, iniziando così l’attività pubblicistica. Don Alberione legge in questo "l'ora di Dio", cioè una chiara indicazione di dedicarsi ad un apostolato che risponda al progresso e alle mutate condizioni dei tempi. Nel 1914 con pochi ragazzi apre una piccola Scuola tipografica, nucleo della futura congregazione religiosa Società San Paolo. Seguono in ordine di tempo le varie istituzioni che costituiscono la Famiglia Paolina, ognuna con un suo carisma specifico, tutte per annunciare il Vangelo e per attingere alla medesima fonte, la spiritualità di Gesù Maestro Via Verità e Vita. Alla Società San Paolo (1914) seguono le Figlie di San Paolo (1915) due istituzioni per annunziare il Vangelo con i mezzi della comunicazione; i Cooperatori paolini (1917) laici che collaborano alla diffusione del Vangelo; le Pie Discepole del Divin Maestro (1924) per il Vangelo nel servizio all'Eucarestia, alla liturgia e al sacerdozio; le Suore di Gesù Buon Pastore (1938) in comunione con i parroci per vivere e far vivere il Vangelo; le Suore di Maria Regina degli Apostoli (1959) a servizio di ogni vocazione per il Vangelo; l'Istituto Gesù Sacerdote (1960) per comunicare il Vangelo attraverso ogni iniziativa pastorale; l'Istituto Santa Maria Annunziata (1960); l'Istituto San Gabriele (1960) consacrati/ e nel mondo per il Vangelo; l’Istituto Santa Famiglia (1960) per coniugi.

Con questi uomini e donne che sentono "come egli sentiva", che desiderano inserirsi nell'esperienza missionaria di Paolo "padre, maestro e fondatore, da cui è nata , alimentata e cresciuta la Famiglia Paolina, che da lui ha preso lo spirito", come insegnava Alberione, e partendo "sempre da un presepe" come Alberione voleva, cominciano a nascere le nuove realizzazioni apostoliche: il Giornalino inizia le pubblicazioni nel 1925, nel 1931 Famiglia cristiana; nel 1932 la Madre di Dio; un’imponente produzione libraria secondo il criterio alberioniano "di tutto parlare cristianamente", invade pacificamente il mondo. Milioni di copie di Vangeli e di Bibbie raggiungono gli angoli più remoti del globo. Nel 1939 inizia l’apostolato del cinema, poi segue la radio, la discografia : secondo Alberione "tutti i mezzi che il progresso pone a disposizione devono essere messi a servizio del Vangelo". La Famiglia cresce di numero e si estende; dalla prima fondazione del 1926 a Roma "presso la sede di Pietro" fino ai confini del mondo ed è presente in tutti i continenti già prima della morte di Alberione, che avviene a Roma il 26 novembre 1971, dopo aver ricevuto la visita di Paolo VI, suo amico ed estimatore.

 Un uomo di misura alta, un santo

Questo piccolo uomo dall'apparenza insignificante è un grande del nostro tempo. Ha intuìto che la comunicazione avrebbe creato la cultura dei secoli nuovi, che per inculturare in essa il Vangelo era necessario dare alla Chiesa nuovi strumenti per l'evangelizzazione e nuove possibilità per la missione; grandi realizzazioni apostoliche sono nate dalla sua intuizione. E' un uomo dal pensare grande e dallo sguardo universale, ma la misura alta emerge dalla profondità della sua vita. Egli ha sincera coscienza della sua nullità, sa di essere soltanto strumento, è un servo che attende i segni di Dio nella pace per assecondarne il volere. La sua vita è povera e austera, totalmente data. I suoi occhi di mistico attivo si fissano sul Cristo del Vangelo, il Maestro Via Verità e Vita per l'umanità; da interminabili ore di preghiera nascono le sue ansie apostoliche. Il Vangelo, l'Eucarestia, la Chiesa, il mondo, la necessità di nuovi apostoli, dominano la sua mente e il suo cuore e lo "obbligano" a servire.

Come Paolo egli vive in Cristo. Come Gesù Maestro ha un solo obiettivo: la gloria di Dio e il bene degli uomini, un solo metodo: cercare sempre e solo il regno di Dio. Fonda il suo coraggio intraprendente su Dio fedele al patto di alleanza, stipulato con la Santissima Trinità fin dagli inizi. E sulla promessa di Dio, che in un momento di particolare difficoltà volle rassicurare "Non temete. Io sono con voi. Di qui voglio illuminare. Abbiate il cuore penitente".

 Duomo di Alba. Qui il sedicenne Giacomo Alberione intuì la sua missione a servizio dell’umanità.

 

 

 

       
       

La Vita in Cristo e nella Chiesa  
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal venerabile Giacomo Alberione nel 1951 
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro