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In preghiera davanti al Signore
Paolo Ferrini
Disegni di MARCO VALCARENGHI
Dopo aver sottolineato l’importanza dell'ascolto della Parola di
Dio attraverso le celebrazioni liturgiche e la lettura personale della
Bibbia, richiamiamo ora l'attenzione dei ministranti sull'importanza della
preghiera nella loro vita.
Dio parla attraverso la Scrittura e il cristiano, come un buon
discepolo, ascolta e si sforza di mettere in pratica ciò che ha ascoltato.
Questo "mettere in pratica" è, in qualche modo, già una risposta a quella
Parola che Dio ci ha donato. A volte, però, ci si accorge che è un po' più
difficile mettere in pratica ciò che la Parola suggerisce ed è per questo
che il cristiano comincia a sentire il bisogno di rispondere a Dio chiedendo
il suo aiuto; altre volte, mentre ci si sforza di realizzare ciò che Dio ci
dice attraverso le Scritture, ci si accorge che il nostro cuore, la nostra
anima si riempie di gioia, di pace e allora si sente il bisogno di lodare e
ringraziare Dio per tutti i suoi benefici.
Queste risposte dell'uomo a Dio sono la preghiera. L'uomo cerca Dio perché
prima di tutto è stato Dio che ha cercato l'uomo per dialogare con lui. Per
il cristiano la preghiera nasce sempre dall'ascolto della Parola ed è una
risposta ad essa e in questo dialogo fra Dio e l'uomo nasce e si rinnova un
rapporto di alleanza.
I grandi personaggi della Bibbia hanno sempre vissuto la loro comunione con
Dio mettendosi in ascolto di Dio e abbandonandosi con fiducia a lui e hanno
sempre fatto della preghiera un momento privilegiato della loro vita.

Gesù,
modello di preghiera
La Bibbia contiene un libro intero che raccoglie la preghiera
d’Israele e testimonia un popolo che sapeva pregare: i salmi. In
questo libro si trovano formule adatte per la comunità e per le singole
persone; si narrano le meraviglie che Dio ha fatto per il suo popolo, si
ricordano le sue promesse e si attende con fiducia che queste si realizzino.
Nei salmi si trovano formule che raccontano la situazione di chi prega: la
gioia, il dolore, la salute, la malattia, la gratitudine e il desiderio… In
tutte queste situazioni c'è sempre la lode di Dio, la speranza nella sua
benedizione.
I salmi sono preghiere importanti per Israele e si usano nelle sinagoghe.
Anche Gesù, frequentando la sinagoga, li ha pregati e sicuramente sono stati
un elemento fondamentale nel suo rivolgersi al Padre. La Chiesa ha fatto
propria la preghiera dei salmi perché li ha ricevuti non solo dal popolo
d’Israele ma da Gesù stesso.
Egli ci aiuta a pregare come figli e lui stesso pregava da figlio; nei
Vangeli si racconta spesso di Gesù che, quando era ancora buio, si ritirava
nei luoghi deserti a pregare. Gesù prega molto e la preghiera accompagna
tutta la sua predicazione e il suo ministero. Il Vangelo ci parla anche di
una sua preghiera particolare prima di fare cose particolari: prima di
scegliere i dodici; prima del battesimo e della trasfigurazione; prima della
moltiplicazione dei pani e della risurrezione di Lazzaro, prima della
passione; infine Gesù prega per ottenere dal Padre la forza di affrontare il
tempo della prova e di essere in grado di vivere la sua Pasqua.
Gesù pregando ci comunica la sua confidenza con il Padre, che lui chiama:
"Abba" ed insegna anche a noi a chiamarlo "Padre". Invita i discepoli a
chiedere il dono dello Spirito Santo e ricorda che la preghiera dei figli
dev’essere sincera, umile, fiduciosa, perseverante, audace… Insegna a
chiedere ogni cosa nel suo nome perché si compia il disegno del Padre.
Per tutto questo possiamo dire che la preghiera dei cristiani è prima di
tutto la preghiera di Gesù che egli stesso dona alla sua Chiesa. Gesù
diventa il modello a cui ogni cristiano deve riferirsi. Anche il ministrante
che, attraverso il suo servizio, risponde ad una precisa chiamata dal
Signore deve guardare a Gesù e lasciarsi educare alla preghiera. La
preghiera infatti la si impara facendola; s’impara a pregare pregando e
guardando gli altri pregare. Quando i discepoli videro il Signore Gesù
pregare gli chiesero: "Maestro, insegnaci a pregare…" e fu allora che
Gesù donò ai suoi la stupenda preghiera del Padre nostro.
Il ministrante deve educarsi alla preghiera per poter vivere una comunione
profonda con Dio, impara ad ascoltare Dio che parla, ma soprattutto si
lascia abbracciare da Dio e impara ad amare Dio. Attraverso la preghiera il
cristiano risponde all'amore di Dio con il proprio amore. Nella preghiera il
cristiano dialoga con Dio e si sente "cuore a cuore" con lui.
Il destinatario della preghiera cristiana, sia quando si ringrazia sia
quando s’innalza una supplica per i doni di cui si ha bisogno, è il Padre.
Gesù a lui si rivolge e insegna ai cristiani a fare lo stesso. La preghiera
del Padre nostro ne è un esempio! Anche nella liturgia romana le
preghiere sono tutte rivolte al Padre, e la frequentazione della liturgia -
soprattutto per un ministrante - ci educa a rivolgerci al Padre come Gesù,
con una sconfinata fiducia filiale. La preghiera di adorazione e di amore
filiale, animata dallo Spirito Santo e unita al sacrificio pasquale di Gesù,
giunge gradita al cuore di Dio, che con la sua grazia e il suo amore riempie
il cuore dell'uomo.
Se tutte le nostre preghiere vanno al Padre, la "via" attraverso la quale
esse vi giungono è Gesù. Egli unisce alla propria preghiera la preghiera
della Chiesa affinché ogni preghiera si compia nel suo nome. Gesù è il
nostro mediatore, colui che prega per noi davanti al trono di Dio, ma
essendo anche "vero Dio" è pregato da noi. Dice sant'Agostino: "Cristo
prega per noi, prega in noi ed è pregato da noi" (Agostino, Commento
ai salmi, 85,1).
Nel Vangelo troviamo diverse preghiere rivolte a Gesù assieme alla preghiera
che accompagna, se cosi si può dire, tutta la vita della Chiesa: "Marana
tha" (Vieni, Signore Gesù).
Nella preghiera, come i personaggi del Vangelo, ci accostiamo a Cristo e
siamo come mendicanti fiduciosi di ricevere in dono la sua misericordia. La
nostra preghiera è animata ed è suggerita dallo Spirito Santo. Lo Spirito ci
fa dire: "Abbà, Padre!" (Rm 8,15) e ci fa gridare: "Gesù è
Signore". "Intercede per i credenti secondo il disegno di Dio" (Rm 8,27)
e siccome "non sappiamo che cosa sia conveniente domandare egli intercede
per noi con genti inesprimibili" (Rm 8,26); "unisce tutta la Chiesa
all'unica preghiera di Cristo e la rivolge al Padre" (PNMR 8). Anche lo
Spirito non solo prega in noi e per noi ma è pregato da noi. La Chiesa ci
aiuta a pregarlo con splendide invocazioni; ne ricordiamo due presenti nella
liturgia: la sequenza di Pentecoste Vieni Santo Spirito e l'inno
Vieni Spirito creatore. Allo Spirito chiediamo di venire in noi perché
egli è il dono fondamentale e indispensabile che dobbiamo chiedere.
L’esempio della Beata Vergine
Maria e dei santi
Oltre alle tre divine persone della SS.ma Trinità, la Chiesa ci
invita a pregare anche la Vergine Maria e i santi.
I santi insegnano a pregare con i loro scritti e i loro esempi, lodano e
supplicano Dio insieme con noi. Nella preghiera siamo accompagnati dai
santi, che sono per noi l'esempio di come si ascolta e si mette in pratica
il Vangelo; nella loro vita la Pasqua del Signore Gesù ha portato frutti
splendidi. Lodando e pregando i santi noi celebriamo Colui che è il Santo e
celebriamo un frutto del mistero pasquale.
Quando ci mettiamo davanti a Dio e ci accorgiamo di non essere degni di
stare alla sua presenza, chiedendo l'aiuto e l'intercessione dei santi noi
non facciamo altro che lasciarci aiutare da questi "speciali" amici di Dio
ad entrare nel suo cuore.
Un posto speciale occupa la Vergine Maria. Lei è un modello per ogni
cristiano che prega; ha saputo ascoltare, lodare, supplicare, intercedere,
contemplare. Assieme agli apostoli, nel cenacolo, ha atteso in preghiera la
discesa dello Spirito Santo. A lei sale commossa e fiduciosa la preghiera
della Chiesa. Dopo il Padre nostro la preghiera più familiare è l'Ave
Maria: un saluto a Maria, ripetendo le parole dell'angelo, e una
supplica affinché interceda per noi nella vita presente e nelle attuali
necessità, e al momento decisivo in cui entreremo per sempre nel regno di
Dio.
Da tutto questo ci si rende conto di quanto sia importante per un cristiano
la preghiera. Al mattino e alla sera ci vengono donati due momenti
importanti per pregare. In mezzo a questi due pilastri tutta la giornata
diventerà una continua e ininterrotta preghiera che sale a Dio. Per un
ministrante come l'ascolto della Parola di Dio anche la preghiera deve
essere un punto fermo nella giornata. Al mattino, alla sera, prima dei
pasti, prima dello studio, … sempre deve pregare perché possa vivere alla
presenza di Dio e lasciarsi amare da lui. La preghiera del ministrante, e di
ogni cristiano, non è solo di supplica e di richiesta di aiuto a Dio, ma è
di lode e di ringraziamento per tutte le cose belle e buone che Dio fa nella
sua vita e specialmente deve ringraziare e lodare Dio per averlo chiamato a
stare più vicino all'altare nel momento della Messa.
La preghiera di adorazione
Un'altra preghiera che il ministrante deve sempre fare con
attenzione è quella davanti al tabernacolo, l'adorazione dell'Eucaristia. Il
suo ministero si svolge a servizio dell'Eucaristia e deve trovare la luce e
la gioia di servire all'altare proprio davanti al Santissimo Sacramento; è
come una fonte a cui attingere ciò di cui ha bisogno.
Il ministrante appena arriva in chiesa non va subito a prepararsi ma si
ferma nei banchi, o davanti all'altare o nella cappella dove è conservata
l'Eucaristia, e prega affinché il servizio che svolgerà sia per la gloria di
Dio e per aiutare la comunità a celebrare bene; chiede al Signore il dono
dello Spirito per poter svolgere il suo compito nel migliore dei modi e
poter così accogliere il Signore nel suo cuore e testimoniarlo ai fratelli
con il suo esempio. Poi dopo essersi preparato in sacrestia mantiene il
raccoglimento e partecipa all'Eucaristia che è la più grande e la più
importante preghiera che i cristiani possiedono. Al termine della Messa si
ricorda sempre di ringraziare Dio per il grande dono e per il privilegio che
gli ha donato di stare vicino all'altare dove si celebra il sacrificio
eucaristico.

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PREGHIERE DEL
MINISTRANTE
Signore Gesù,
l'amore che ti vogliamo
non sia fatto solo di belle parole
ma di fatti concreti,
di scelte coraggiose vissute giorno per giorno
in attenzione ai tuoi esempi e alla tua Parola.
Rendici ragazzi generosi
che sanno donarsi con gioia.
Rendici ragazzi semplici e poveri
che sanno di aver bisogno degli altri.
Rendici ragazzi aperti
che sanno ascoltare gli altri
e capire le loro esigenze.
Donaci la capacità
di non rifiutare mai il servizio
che ci viene richiesto.
Donaci la gioia
di vedere contenti quelli che ci stanno vicino.
Donaci un cuore grande come il tuo
che sa dimenticare le offese ricevute.
Aiutaci a vivere come tu ci hai insegnato.
Amen.
Signore, Dio Padre,
io non conosco il mio avvenire
ma so che lo conosci tu
che mi vuoi bene.
Fammi conoscere e amare
ciò che tu vuoi da me,
perché il tuo progetto
su di me si realizzi.
Donami un cuore limpido,
capace di accogliere
la tua Parola.
Tu vuoi che nel mondo
sia utile anch'io,
che la mia vita
sia donata con amore:
fammi degno, Signore,
di questa chiamata.
Rendimi capace di sviluppare
i doni che mi hai dato;
fammi docile alla voce
dello Spirito Santo…
Fa' che sempre,
come Maria,
io compia con amore
ciò che piace a te.
Amen
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