La Vita
in Cristo e nella Chiesa

   

 

 

 

 

 

MENSILE DI FORMAZIONE LITURGICA E INFORMAZIONE

 
 

 


Maria vertice dell'ascolto

 

Celebrazione vigiliare nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria

«Maria Assunta in cielo è segno di sicura speranza e di consolazione per il pellegrinante popolo di Dio» (Lumen gentium 68).

è soprattutto la tradizione della chiesa bizantina che celebra la solennità dell’Assunta come la Pasqua della Madre di Dio. Vi è infatti l’uso di celebrare la Veglia come quella del sabato santo, mettendo così in piena luce lo stretto legame che unisce la Pasqua di Cristo capo alla Pasqua del suo mistico corpo, anticipata in Maria. La Veglia ha inizio all’aperto, come nel sabato santo, con un lucernario e con il Preconio della festa, si prolunga con l’Ufficio delle letture e la proclamazione del Vangelo di Marta e Maria (Lc 10,38- 42; 11,27-28).

LUCERNARIO

Cel: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti: Amen.

Cel: La pace di Cristo risorto che oggi ha assunto in cielo la Madre, sia con noi, oggi e sempre. Oggi è la festa solenne dell’Immacolata Vergine Madre di Dio, la festa delle sue feste, come dicono i Padri: perché «oggi, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (PIO XII, Munificentissimus Deus). Questo crede e celebra la Chiesa, questo confessa e propone il suo magistero.
Così canta la liturgia bizantina: «La tomba e la morte non prevalsero sulla Madre di Dio, che non si stanca di intercedere, né mai cessa di supplicare. Colui che dimorò in un grembo semprevergine ha assunto alla vita la Madre della Vita» (COSMA IL MELODE, Kontakion della festa). Oggi infatti Cristo, primizia e causa della nostra risurrezione ha innalzato accanto a sé la sua Madre purissima, trasfigurandola nella sua Luce, a immagine del suo corpo glorioso. Con gioia dunque acclamiamo il Signore, Luce senza tramonto e Re della gloria.

Si accendono le lampade di tutti mentre si canta a Cristo Luce. Poi ci si avvia in processione verso la chiesa. Precede un ministro con il turibolo, l’icona della Dormizione della Beata Vergine Maria, i cantori e lettori, l’assemblea.

Rit.: O Luce gioiosa, eterno splendore del Padre, Santo immortale, Gesù Cristo.
Giunti al tramonto del sole, e vista la luce della sera, lodiamo il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, Dio.
È giusto che tutte le creature ti lodino in ogni tempo, Figlio di Dio che doni la vita: l’universo perciò ti dà gloria.
Noi ti cantiamo, Figlio di Dio, generato da Maria: tu, che sei la luce vera, hai assunto la nostra carne.
Quando t’immolasti sull’altare della croce, Maria entrò con te nelle tenebre della morte, ma tu hai cambiato il suo dolore in canto di gioia, quando sei uscito dal sepolcro ammantato di luce.
Hai fatto irradiare dal corpo di Maria lo splendore della tua risurrezione; l’hai incoronata di stelle luminose tu, il sole che non conosce tramonto.
Tu accogli Maria nella gloria del cielo perché il suo cuore e la sua carne bramano solo te. Beato, Signore, chi abita la tua casa, perché irradia la luce del tuo volto.
Noi ti cantiamo, Cristo risorto che hai vinto le tenebre del sepolcro; stella del mattino che precede l’aurora e rischiara la notte come il giorno.
La nostra preghiera, Signore, si levi come incenso; e le nostre mani alzate, davanti a te, come sacrificio della sera.

LODE ALLA VERGINE

Solista: Che labbra potrebbero intessere inni per te, melodiosa presenza nel cosmo di gioia pasquale? O luna, che sorgi dal cuore dell’ombra, il sole remoto- il Cristo - riverberi in cielo purissimo. Icona splendente del nostro futuro, almeno tu gli occhi vivissimi volgi al canto devoto. Bellezza altissima e dolce sorella, tu fiore intatto di nostra radice, accoglici con te. Il Verbo creante tuo Figlio, che esulta col Padre e lo Spirito, ti inondi di luce, Regina del cielo.
Giunti in chiesa l’icona viene collocata presso l’ambone vicino al cero pasquale acceso. Un lettore proclama il Preconio festivo dell’Assunzione.

Lettore: Esultino i cori degli angeli, esultino insieme le schiere dei santi: accolgano in festa la loro Regina fra il giubilo di tutto il creato. Gioisca la Chiesa ancor pellegrina e con inni magnifichi il Santo, il Potente, che grandi cose ha compiuto in Maria, innalzando su trono regale l’umile ancella. Questa infatti è la Pasqua della Vergine: ella sale col corpo alla gloria dei cieli, inizio radioso della Chiesa futura, che avrà compimento nel regno. Questo è il giorno in cui la Madre di Dio, immacolata nella sua concezione, intatta nel parto divino, trionfa sulla corruzione del sepolcro. Questo è il giorno in cui Gesù nuovo Adamo, vincitore del peccato e della morte, esalta accanto a sé la nuova Eva, Vergine obbediente e generosa compagna. O giorno davvero mirabile, nel quale l’uomo e la donna, creati a immagine e somiglianza di Dio, riacquistano il più alto fulgore. O giorno festoso di nozze, in cui l’eccelsa figlia di Sion, l’amata, è presentata all’Agnello come sposa, adorna di pura bellezza. O giorno di speranze superne: oggi si è accesa nel cielo la stella che segna il cammino dell'uomo col raggio soave del conforto divino. Questo è giorno di pace e clemenza, che vede assisa vicina al Pietoso - Mediatrice di grazia - la Madre, china sui passi di tutti i suoi figli. In questo giorno di gloria, Padre santo, ti preghiamo: splenda anche in noi quella luce che rifulge compiuta in Maria, per Cristo tuo Figlio, luce della tua luce. Egli vive e regna immortale con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Tutti: Amen.
Momento di silenzio e contemplazione.

UFFICIO DELLE LETTURE

Guida: Celebriamo ora l’Ufficio delle letture della solennità della Vergine assunta in cielo, con salmodia propria e letture proprie. Lo rendiamo più ecumenico sostituendo i due responsori con alcuni tropari festivi della liturgia russa. In comunione con le Chiese d’Oriente, vivremo così più intensamente i due momenti della festa: la serena «Dormizione» della Madre di Dio e la sua gloriosa «Assunzione» al cielo, quale Regina di misericordia per tutta la terra.

1 ant. Vieni, Vergine Maria, coronata di bellezza: entra nella casa del tuo Signore.

SALMO 23 Il Signore entra nel suo tempio
Maria, porta verginale per l’ingresso del Re divino nel mondo, viene da lui innalzata su un trono eterno di gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene, *
l’universo e i suoi abitanti. È lui che l’ha fondata sui mari *
e sui fiumi l’ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, *
 chi starà nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro, +
chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo.

Egli otterrà benedizione dal Signore, *
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Sollevate, porte, i vostri frontali, +
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? +
il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia.

Sollevate, porte, i vostri frontali, +
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? *
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

1 ant. Vieni, Vergine Maria, coronata di bellezza: entra nella casa del tuo Signore.

2 ant. Dio ti ha scelta e prediletta: nella sua tenda ti ha fatto abitare.

SALMO 45 Dio rifugio e forza del suo popolo
«Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente» (Lc 1,49)

Dio è per noi rifugio e forza, *
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra, *
se crollano i monti nel fondo del mare.

Fremano, si gonfino le sue acque, *
tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
la santa dimora dell’Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore, *
egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, +
romperà gli archi e spezzerà le lance, *
brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.
Il Signore degli eserciti è con noi, *
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

2 ant. Dio ti ha scelta e prediletta: nella sua tenda ti ha fatto abitare.

3 ant. Meraviglie si cantano di te, o Vergine Maria!

SALMO 86 Gerusalemme, madre di tutti i popoli
«Sono in te le nostre sorgenti o santa Madre di Dio» (Guerrico abate)

Le sue fondamenta sono sui monti santi; +
il Signore ama le porte di Sion*
più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose stupende, *
città di Dio. Il Signore scriverà nel libro dei popoli: *
«Là costui è nato». E danzando canteranno: *
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

3 ant. Meraviglie si cantano di te, o Vergine Maria!

V. Te beata, Maria, che hai creduto!

R. In te si compie la parola del Signore.

Prima lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
(8,10-11.17-18.28-30)
Coloro che Dio ha predestinati, li ha anche glorificati

Fratelli, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo dello Spirito che abita in voi. Se siamo figli di Dio, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria. Io ritengo infatti che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

Silenzio

Guida: Con alcuni tropari della liturgia russa intercalati con il salmo 118 ci raccogliamo in questo primo momento attorno alla Vergine, che passa dalla terra al cielo fra lo stupore degli angeli, degli apostoli e dei fedeli. I tropari esprimono lo stupore che avvolge il cielo e la terra nel momento in cui la Madre chiude gli occhi all’esistenza terrena. Il salmo 118 mostra la via dell’ascolto e dell’obbedienza alla Parola di Dio per la quale la Vergine, seguendo Gesù, piacque a Dio e fu trovata degna di venire assunta col corpo immacolato alla gloria immortale.


Tomba di Maria presso il Getsemani (Gerusalemme).

Guida: Tutta la terra, o Cristo, ti adora: canta a tua Madre un inno di lode:

SALMO 118

Solista: (in canto)
Beato l’uomo di integra condotta, *
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti *
e lo cerca con tutto il cuore.

Tutti: (recitato)
Siano diritte le mie vie nel custodire i tuoi decreti. Allora non dovrò arrossire se avrò obbedito ai tuoi comandi.

Guida: Madre, tu muori? Tu, vita del mondo? Come una tomba contiene il tuo corpo, che ha contenuto il Dio infinito?

Solista: (in canto)
Conservo nel cuore le tue parole *
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, o Signore; *
mostrami il tuo volere.

Tutti: (recitato) Con le mie labbra ho enumerato tutti i giudizi della tua bocca. Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene.

Guida: Gli angeli in coro ti cantano inni presso il sepolcro ove giace il tuo corpo, che ancor emana la Luce divina.

Tutti: Voglio meditare i tuoi comandamenti, considerare le tue vie. Nella tua volontà è la mia gioia; mai dimenticherò la tua parola. Io sono straniero sulla terra non nascondermi i tuoi comandi, io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti in ogni tempo.

Guida: Apri, o Madre, gli occhi beati: guarda i tuoi figli qui insieme raccolti, per celebrare il tuo santo transito.

Seconda lettura
Dall’omelia sulla Dormizione della Madre di Dio di sant’Andrea di Creta
Ascendi lassù dov’è la vera vita

Chiunque ha una fede sicura venga prontamente, venga al santuario della Vergine, e per sua diretta esperienza conosca di aver trovato quanto egli brama. Vi è davanti questo comune tramite di riconciliazione: riconciliatevi con Dio! Ecco la fonte inesauribile dell’immortalità: voi che siete morti, venite, attingete! Ecco i fiumi eterni della vita: venite tutti, rendetevi immortali! O figlia di Adamo e Madre di Dio! [...] O terra verginale, dalla quale spuntò il secondo Adamo, più antico del primo! Quale tomba ti coprirà, quale terra riceverà te, che con la tua santità ti elevi al di sopra del cielo e della natura del cielo? Quali unguenti profumeranno il tuo corpo, quel corpo immacolato, pieno di bene, ricolmo di perdono, fonte di incorruttibilità, dal quale deriva la divinizzazione, nel quale c’è la perfezione, per mezzo del quale viene la salvezza? Infatti veramente tu sei colei che è realmente «bella, e macchia non è in te» (Ct 4, 7). [...] Con quali labbra celebreremo il tuo esodo? Con quale voce, con quali parole esalteremo le tue grandezze? Infatti ogni lingua ti glorifica, piena di gratitudine, proclamandoti Madre della vita. La tomba non può possederti, ciò che si corrompe non può oscurare il corpo della Regina! Va’ dunque, va’ in pace! Lasciando l’abitazione del mondo, rendi propizio il Signore alla natura creata, quella natura che tu hai in comune con noi! Infatti, fin quando ti intrattenevi con gli uomini, una piccola parte della terra ti aveva: ma ora, da quando hai lasciato la terra, tutto il mondo ti abbraccia come suo comune propiziatorio... Entra nella gioia indescrivibile, nella luce eterna, là dov’è la vera vita e il regno della luce. Godi della bellezza del tuo Figlio!

Silenzio

A due cori (recitato)
La mia sorte ho detto, Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho supplicato, *
fammi grazia secondo la tua promessa.

Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio tardare *
a custodire i tuoi decreti.

Guida: Vieni, mia Bella, e godi del Figlio l’alma bellezza, la gioia divina: vieni, o Madre, ed entra nel Regno!

Solista: (in canto)
Quanto amo la tua legge, Signore; *
tutto il giorno la vado meditando.
Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, *
per custodire la tua parola.

Guida: Libro di vita, in cui il Verbo fu scritto, tu ti consegnasti alle mani di Dio, perché vi scriva i misteri celesti.

Tutti: Lassù dal cielo, ove siedi Regina, volgi lo sguardo alla terra, Signora! Mostra ai tuoi figli l’amore di Madre.

Guida: Con l’episodio evangelico di Marta e Maria letto in questa solennità la liturgia bizantina e quella latina vogliono affermare che Maria è il vertice dell’ascolto e la pienezza della contemplazione, che trova il suo compimento ultimo in paradiso.

Canto dell’Alleluia
Vangelo Dal Vangelo secondo Luca
(10,38-42;11,27-28)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte! ». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».


Una pellegrina sosta in preghiera presso la tomba di Maria

Si ripete l’Alleluia

Silenzio

 Guida: Cantiamo con interiore ascolto dell’anima le beatitudini, unica via che la Vergine Maria - donna delle beatitudini - percorse per giungere alla gloria del regno dei cieli.

Rit. Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la vivono ogni giorno!
1. Beati in Dio sono i poveri: è per essi che si apriranno i cieli! Beati anche quelli che piangono: Dio con la sua mano asciugherà i loro occhi! Rit.
2. Beati sono i miti: il mondo un giorno riconoscerà la loro legge! Beati i giusti nella loro fame: verranno i tempi in cui non avranno più fame! Rit.
3. Beati i figli della pietà: pietà troverà chi ha esercitato misericordia! Beati coloro che hanno l’anima pura: nella sua chiarezza un giorno vedranno il loro Dio. Rit.
4. Beati nella pace celeste quelli che sulla terra hanno procurato la pace! Beati quelli che per Cristo soffrono: perché di loro è il regno dei cieli! Rit.
5. Beati quelli che vengono oltraggiati: colui che essi hanno servito li benedirà! Voi tutti sussultate di gioia: la ricompensa è grande nei cieli! Rit.

BENEDIZIONE E CONCLUSIONE

Guida: La suprema meraviglia che il Signore ha compiuto nella Santissima Madre di Dio, che prese parte ai misteri di Cristo, è averla esaltata per sua grazia, dopo il Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini. Noi uniamo il nostro grazie di figli al suo grazie di Figlia, di Sposa, di Madre, mentre attendiamo che si compia anche per noi l’ultima Pasqua.
Mentre si canta il Magnificat chi lo desidera può accostarsi a compiere un atto di venerazione dell’icona.

Cel.: Dio Padre misericordioso, che per mezzo della Vergine Maria ci ha ridonato la grazia che Eva ci tolse, ci colmi delle sue benedizioni.

Tutti: Amen.

Cel.: Il Signore Gesù, che ha innalzato accanto a sé sua Madre, ci riempia dei suoi doni.

Tutti: Amen.

Cel.: Lo Spirito Santo che scese e riposa in Maria, accresca in noi e in tutti gli uomini la beata speranza di giungere alla gioia della patria celeste.

Tutti: Amen.

Cel.: Il Signore Gesù, risorto da morte, ci benedica, ci preservi da ogni male nel corpo e nello spirito, e per intercessione della Madre sua assunta nella gloria, ci conduca alla vita eterna.

Tutti: Amen.

Cel.: Camminiamo con la Vergine assunta in cielo sulla via della speranza e dell’amore operoso. Andiamo in pace.

Tutti: Rendiamo grazie a Dio. Canto finale

Redazione

 

 

       
       
       

La Vita in Cristo e nella Chiesa  
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal beato Giacomo Alberione nel 1951 
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro