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CELEBRAZIONE PENITENZIALE

G = Guida
C = Celebrante
T = Tutti
L = Lettore
G.: Siamo
riuniti qui insieme, come membra di un unico corpo, per ascoltare ciò
che il Signore vuole dirci, non solo attraverso la sua Parola ma anche
attraverso la realtà delle nostre Chiese e del nostro mondo, ferito,
diviso, sofferente... Come cristiani appartenenti alle diverse Chiese
sentiamo la chiamata del Signore a essere consapevoli delle divisioni
che a volte provochiamo con il nostro silenzio o l’indifferenza, ad
invocare la benedizione del Signore su tutti noi, a chiedere con
insistenza di farci una sola cosa in Lui e con tutti.
Canto:
NOI VENIAMO A TE (Testo e Musica: F. Buttazzo, «Vita nuova con te»,
Paoline)
C.: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T.: Amen.
C.: Grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore nostro
Gesù Cristo, che ha dato la vita per i nostri peccati.
T.: E con il tuo spirito.
L.: Carissimi, chiamare Dio Padre è innanzitutto riconoscersi
suoi figli e fratelli tra di noi, membra di un solo corpo, la Chiesa, di
cui Cristo è il fondamento. Un compito importante è affidato alla nostra
responsabilità di cristiani: formare, oggi, il corpo del Signore, essere
sua parola per i fratelli. Tutti indispensabili poiché ciascuno è dono
unico per gli altri. Spesso dimentichiamo tale compito. L’amore di Dio
continuamente ricostruisce l’unità del corpo e ci dona la gioia di
essere piccoli, poveri, ma autentiche membra di Cristo risorto.
C.: Preghiamo! Siamo radunati alla tua presenza, Padre santo e
buono, per prendere coscienza di ciò che noi siamo. Chiamati ad essere
dono gli uni per gli altri spesso ci ritroviamo chiusi in noi stessi.
Che la forza del tuo Spirito e il mutuo sostegno della tua presenza
spezzino le catene del male. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
I. ASCOLTIAMO LA PAROLA
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai
Corinzi (12,12-27)
Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le
membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in
realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare
un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo
abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro
solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano,
non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del
corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non
appartengo al corpo», non per questo non La Vita in Cristo e nella
Chiesa farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove
sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio
ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto.
Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte
sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano:
«Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi».
Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più
necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le
circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con
maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha
composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché
non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura
le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono
insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
Silenzio
Canto al Vangelo Alleluia Vi do un comandamento nuovo: che vi
amiate a vicenda come io ho amato voi (Gv 13,34)
Alleluia
Dal Vangelo secondo Giovanni (17,9-21)
Così parlò Gesù: «Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per
coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e
tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono
più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo,
custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa
sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro
che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto,
tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma
ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo,
perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a
loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del
mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo,
ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non
sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu
mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io
consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non
prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola
crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei
in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo
creda che tu mi hai mandato.
Breve riflessione da parte del celebrante
II. INTERIORIZZIAMO LA PAROLA
Visualizzazione del
filmato «Ut unum sint» sul Vangelo di Giovanni (Gv 17).
Chi desidera ricevere il filmato in CD può farne richiesta alla
redazione.
III. CHIEDIAMO PERDONO
C.:
Carissimi, supplichiamo con fiducia Dio nostro
Padre, misericordioso e compassionevole, lento all’ira, grande
nell’amore e nella fedeltà, perché accolga il pentimento del suo popolo,
che confessa umilmente le proprie colpe, e gli conceda la sua
misericordia.
Tutti pregano per qualche momento in silenzio
• Confessione dei peccati che hanno
compromesso l’unità del corpo di Cristo
L.:
Preghiamo in riparazione di tutte le offese
che hanno lacerato l’unità del corpo di Cristo e ferito la carità
fraterna, specialmente quelle che si recano a Gesù Pastore buono e
vivente nella persona del Papa, dei vescovi e dei sacerdoti.
C.: Padre misericordioso, nella vigilia della sua passione tuo
Figlio ha pregato per l’unità dei credenti in lui. Invochiamo con forza
il tuo perdono e ti chiediamo il dono di un cuore penitente, perché
tutti, riconciliati con te e tra di noi in un solo corpo e in un solo
spirito, possiamo rivivere l’esperienza gioiosa della piena comunione.
Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Canone: O Povertà, fonte di ricchezza: Cristo, donaci un cuore
semplice.
• Confessione dei peccati commessi contro la
pace e i diritti dei popoli
L.:
Preghiamo perché nella contemplazione di Gesù,
nostro Signore e nostra pace, ogni uomo sappia pentirsi delle parole e
dei comportamenti suggeriti dall’orgoglio, dall’odio, dalla volontà di
dominio sugli altri, dall’inimicizia verso gruppi sociali più deboli:
anziani, malati, immigrati.
C.: Signore del mondo, Padre di tutti gli uomini, attraverso tuo
Figlio tu ci hai chiesto di amare il nemico, di fare del bene a quelli
che ci odiano e di pregare per i nostri persecutori. Molte volte, però,
ci siamo resi colpevoli di atteggiamenti di emarginazione e di
esclusione. Mostrati paziente e misericordioso con noi e accordarci la
grazia di guarire le ferite ancora presenti nel mondo. Per Cristo nostro
Signore.
T.: Amen.
Canone:O Povertà, fonte di ricchezza: Cristo, donaci un cuore
semplice.
• Confessione dei peccati
commessi nel campo dei diritti fondamentali della persona
L.:
Preghiamo per tutti quelli che sono stati
offesi nella loro dignità umana e i cui diritti sono stati calpestati;
specialmente per le donne troppo spesso umiliate ed emarginate, per i
minorenni vittime di abusi, per i più indifesi, i non-nati soppressi nel
seno materno, o persino utilizzati a fini sperimentali da quanti hanno
abusato delle possibilità offerte dalla bio-tecnologia stravolgendo le
finalità della scienza.
C.: Signore Dio, nostro Padre, tu hai creato l’essere umano a tua
immagine e somiglianza; a volte, tuttavia, la dignità dei tuoi figli non
è stata riconosciuta. Perdona le nostre colpe e concedici di essere tra
gli uomini tuoi autentici testimoni. Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Canone: O Povertà, fonte di ricchezza: Cristo, donaci un cuore
semplice.
• Confessione dei peccati commessi con gli
strumenti della comunicazione sociale
L.:
Preghiamo per la conversione di coloro che
nell’uso degli strumenti della comunicazione sociale disconoscono il
Magistero di Cristo e della Chiesa, deviando così la mente, il cuore e
le attività degli uomini.
C.: Signore, Dio di tutti gli uomini, abbi misericordia dei tuoi
figli peccatori e accogli il nostro proposito di cercare e promuovere la
verità nella dolcezza della carità. Moltiplica nella tua Chiesa
sacerdoti, religiosi e laici che, consacrati all’apostolato con i mezzi
della comunicazione sociale, facciano risuonare in tutto il mondo il tuo
messaggio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Canone: O Povertà, fonte di ricchezza: Cristo, donaci un cuore
semplice.
Orazione conclusiva
C.: O Padre misericordioso, tuo Figlio Gesù Cristo, giudice dei vivi
e dei morti, nell’umiltà della prima venuta ha riscattato l’umanità dal
peccato, guarda questa tua famiglia e donaci la forza dello Spirito
Santo perché, vinta ogni divisione e discordia, siamo riuniti in un solo
corpo. Per Cristo nostro Signore.
T.: Amen.
Confessioni individuali Accanto all'altare è stato collocato
antecedentemente un poster del volto di Cristo, coperto da un cartellone
nero costruito a puzzle. Chi lo desidera può, al termine della
confessione individuale, recarsi a staccare un pezzo di puzzle…
scopriamo il volto di Cristo che con il nostro peccato abbiamo
adombrato!
IV. RENDIAMO GRAZIE
C.: Nella
inesauribile sua fantasia Dio Padre ci ha creati l’uno diverso
dall’altro, tanti volti, molti cuori, originale individualità chiamata a
divenire dono generoso, offerto con gioia per realizzare noi stessi.
Mediante il sacramento della riconciliazione ci ha ridonato la dignità
di figli e fratelli tra di noi. A lui ci rivolgiamo con la preghiera
insegnataci dal suo Figlio Gesù.
Padre nostro...
C.: Preghiamo! Ti benediciamo e ti lodiamo, Padre santo, per i tuoi
doni. Nella nostra fragilità abbiamo ferito il tuo Corpo. Ma Tu, Dio di
comunione, non ci hai lasciati divisi. Nella tenerezza del tuo amore hai
inviato tuo Figlio, bontà resa visibile, vita donata a salvezza di
tutti. Il suo amore ci ha mosso a conversione. Aiutaci a vivere con
forza l’impegno ad essere segno visibile della tua amorosa presenza tra
gli uomini che attendono salvezza e tra di noi. Te lo chiediamo per
Cristo, nostro Signore che vive e regna con Te nell’unità dello Spirito
Santo in eterno, senza fine.
T.: Amen.
C.: Andiamo in pace.
Canto: MUSICA DI FESTA (Testo: Paolo Lotti - Musica: E. Sands,
N.C.d.P. ELLEDICI)
Maria Cristina Catapano
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