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Come Maria visitati dalla Parola

Madonna dell’attesa, scultura di Angelica Ballan pddm.
Cappella dell’Istituto Sacra Famiglia di Savigliano (Cuneo).

Introduzione

Per introdurci alla preghiera del Rosario usiamo, parafrasandole, le parole di Martin Buber nel suo «Il cammino dell’uomo». Dio domanda: uomo dove sei? Dove ti trovi? Dio lo sa, ma vuole provocare una reazione in noi. L’uomo si nasconde davanti al volto di Dio, per questo si nasconde a se stesso. Dio scende nella storia, nel giardino che aveva preparato per l’uomo e lo cerca. Il cuore trema alla voce di questa domanda di Dio. La sua voce è voce del silenzio, simile a un soffio. Ma è anche voce che scuote le querce e sconvolge gli abissi. Dio ci viene incontro, si fa prossimo. Dio vuole entrare nel mondo che è suo, ma vuole farlo attraverso l’uomo: ecco il mistero della nostra esistenza, l’opportunità del genere umano! Lasciare entrare Dio. Ma lo si può lasciar entrare solo là dove ci si trova, dove si vive un’esistenza autentica. Ecco la risposta dell’uomo.
C’è stata una donna che ha lasciato entrare Dio, lì nel suo luogo di vita: Maria di Nazaret. Soffermiamoci e gustiamo la sobria bellezza della preghiera più comune sulla bocca di ogni cristiano: l’Ave Maria e vediamo quale luce getta sul mistero di Dio, sul mistero dell’uomo e della donna. Questa preghiera può essere la modalità, anche per noi, di lasciar entrare Dio nella nostra vita

Primo mistero della gioia
L’ANNUNCIO DELL’ANGELO A MARIA

Rit. Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

In ascolto (Lc 1,26-38) «In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei».

Il saluto di Dio Sul frontale del bellissimo scrigno marmoreo che, a Loreto, riveste le mura che la tradizione dice siano le mura della Santa Casa di Nazaret, Andrea Sansovino ha scolpito una bellissima Annunciazione. Maria è davanti all’angelo annunziante, sotto una bellissima tenda, con la Parola nella mano. È il volto della Figlia di Sion, una di noi, che cammina pellegrina nel deserto della vita, senza una casa stabile, ma protesa verso la promessa divina. È tutta rivestita della Parola di Dio come più tardi il canto del Magnificat rivelerà; e su di lei si riversa totalmente il mistero di Dio. Il Padre dal cui seno sgorga, come un raggio saettante, il Verbo e su di esso è posato lo Spirito Santo.
Di fronte a questo scenario ci viene spontaneo domandarci se c’è un’annunciazione anche per noi, se Dio ci chiama a qualcosa nella vita. Ogni scelta, prima di essere nostra, rimanda ad un’altra scelta che la precede da parte di Dio. Cristo parlò di questo agli apostoli durante il discorso di addio: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi».
Questa scelta, dunque, ci sollecita - così com’è stato per Maria nell’annunciazione - a ritrovarci nel profondo dell’eterno mistero di Dio che è amore. Lì tutto dev’essere custodito, prima di diventare un fatto interiore, quindi una scelta espressa dal «sì» di tutta la vita. Moltiplichiamo, in questa giornata, il sì di Maria per vivere in pienezza la nostra vocazione.

La Parola si fa vita
Qual è, oggi la mia Nazaret? Dove potrò, oggi, incontrarti, o Signore? Come ti accoglierò?
Quale sarà il mio ascolto in ogni incontro? I miei timori sono più grandi della fiducia che ho in te?
Le mie qualità, i miei difetti sono un ostacolo per farti spazio? Per lasciarti vivere in me?

In preghiera con Maria Padre nostro… Ave Maria… Gloria al Padre…
Sposa amata dello Spirito, ricevendo nel grembo il Verbo di Dio, hai dato al mondo la vita: in te l’uomo divenne dimora dell’Eterno. Fa’ che edifichiamo con te il regno del Signore, regno di lode perenne, regno di giustizia e di pace, per tutti e per sempre. Amen.

Secondo mistero della gioia
LA VISITA DI MARIA A SANTA ELISABETTA

Rit. Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

In ascolto (Lc 1,39-45) «In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”».

La sollecitudine dell’amore Maria è beata perché ha creduto che sarebbe diventata la Madre del Messia. La Madre di Gesù celebra, allora, la giustizia di Dio per l’umanità e la fedeltà che egli mantiene al suo popolo. La scena della visitazione invita la Chiesa a entrare nel cerchio di lode di Dio, con Maria ed Elisabetta, per il modo nel quale Dio viene verso di noi e inaugura con gli umili il rinnovamento della storia. E questa esperienza di gioia è nata dal gesto di servizio che Maria ha posto. La carità è fonte della nostra gioia. Quando il nostro amore si fa preveniente, universale, diventa habitus del nostro spirito. La gioia è il riposo di Dio, dove egli dimora, il suo sabato. E il sabato di Dio è Gesù, nella cui incarnazione, l’Eterno è sceso a passeggiare con l’uomo nel fresco della sera. Ora, il Signore Gesù è presente dove due o tre sono riuniti nel suo nome: ecco il luogo del riposo di Dio, la festa di Dio con gli uomini. Una presenza che nasce dall’amore concreto al prossimo.

La Parola si fa vita
Oggi mi metto in viaggio. Cosa mi spinge ad andare?
Vado, ma verso dove?
Vado per dare o per ricevere gioia?

In preghiera con Maria Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre…
Signore, mettici al servizio dei nostri fratelli che vivono e muoiono nella povertà e nella fame in tutto il mondo. Affidali a noi oggi; da’ loro il pane quotidiano insieme al nostro amore pieno di comprensione, di pace, di gioia. Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace, affinché io possa portare l’amore dove c’è l’odio, lo spirito del perdono dove c’è l’ingiustizia, l’armonia dove c’è la discordia, la verità dove c’è l’errore, la fede dove c’è il dubbio, la speranza dove c’è la disperazione, la luce dove ci sono le ombre, e la gioia dove c’è la tristezza. Signore, fa’ che io cerchi di confortare e non di essere confortata, di capire, e non di essere capita, di amare e non di essere amata, perché dimenticando se stessi ci si ritrova, perdonando si viene perdonati e morendo ci si risveglia alla vita eterna. Amen. (MADRE TERESA)

Terzo mistero della gioia
LA NASCITA DI GESÙ A BETLEMME

Rit. Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

In ascolto (Lc 2,1-7) «In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo».

Lo straordinario nell’ordinario Pregando davanti all’icona della natività delle nostre chiese sorelle d’oriente, mi colpisce come al centro vi sia rappresentato il Dio bambino avvolto in fasce. La sua mangiatoia è come un sepolcro e le sue fasce come quelle di un sepolto. Quel bambino dai lineamenti tanto lontani dall’immagine di un bambino paffutello e sereno, è l’uomo-Dio, sceso nelle viscere della terra, nel cuore della materia, là dove la tenebra sembra avere il sopravvento e sia incapace di riconoscere la luce per portare la risurrezione, la danza della vita, la possibilità di un giardino di Eden dove Dio torni a passeggiare con gli uomini. Invece, «la luce è venuta nel mondo», colui che è luce da luce, sole senza tramonto, si è affacciato per sempre all’orizzonte dell’umanità perché questa diventi la città che non ha più bisogno di luce di sole né di luce di lampada. Sua luce ormai è l’Agnello. Il Verbo, la Parola ha preso dimora, ha piantato la sua tenda in mezzo a noi. I picchetti della sua tenda sono infissi ai confini della terra, la sua ombra raggiunge i luoghi della non-pace, della non-giustizia, della non-dignità, per ridare dignità divina a tutto. Non c’è angolo di terra, non c’è vicenda umana che non sia toccata dalla sua presenza e, dove lui è, lì è la vita.   

La Parola si fa vita
Dio viene a visitarmi. Saprò riconoscerlo nei vari avvenimenti di oggi?
La routine della vita, a volte, è banale e ripetitiva. Ciò mi impedisce di viverla con intensità e per amore?

In preghiera con Maria Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre…
Gesù mio, nato in una stalla perché nella locanda non c’era posto per te e la tua famiglia, benedici tutti coloro che offrono ospitalità. Fa’ che abbiano sempre posto per i poveri e per i viaggiatori in cammino. Da’ loro il coraggio e la forza di accogliere tutti i loro ospiti e fa’ che ricordino che tutto quello che avranno fatto per loro l’avranno fatto per te. Gesù mio, benedici tutti coloro che danno ospitalità. Lo Spirito Santo dica loro che saranno bene accetti e privilegiati nel regno dei cieli che ospita tanta gente, e soprattutto i più poveri fra i poveri. Amen. (MADRE TERESA)

Quarto mistero della gioia
GESÙ È OFFERTO AL PADRE NEL TEMPIO

Rit. Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

In ascolto (Lc 2,21-33) «Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele”. Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui».

La Madre di Dio dell’Annunciazione e i santi Cirillo e Metodio raffigurati all’interno del libro che è la Parola di Dio. Mosaico realizzato dall’Atelier d’arte spirituale sotto la guida di p. Marko Ivan Rupnik. Cappella del Centro Aletti a Olomouc (Repubblica Ceca).

Il mio Dio ha un nome Il Figlio di Dio, entrato nella storia dell’uomo, riceve un nome, un sigillo, nella carne, appartiene a Dio e al suo popolo. Dio, il desiderato, l’atteso, il cercato, ha un volto. Come esulterebbero le folle di uomini e donne che hanno pregato: «Mostrami il tuo volto, Signore », dimmi il tuo nome»! Un nome impronunciabile; nessuno poteva dire il suo nome. Noi, che non possiamo possederlo o racchiuderlo nella nostra limitata conoscenza, possiamo chiamare Dio per nome, È vero, lui resta sempre il Santo, altro da noi, incircoscrivibile, ma è anche diventato uno di noi. Il suo nome dà senso ad ogni nostro nome, al nome di ogni fratello che incontriamo sulla strada. Poter chiamare Dio significa che egli esiste per noi e noi per lui. L’uomo esiste per Dio e Dio esiste per l’uomo. È un rapporto d’amore che ha la sua espressione più bella nel chiamare Dio per nome: Gesù, «Dio salva». Possiamo non solo chiamarlo ma anche invocarlo: «Dio, salvami!». Perché è il Dio vicino, che non rifiuta di essere chiamato e invocato anche nei luoghi più oscuri della disperazione e della perdizione. Ed è anche la gioia di Dio poter essere chiamato finalmente per nome. Se ci facciamo caso, quando si incontra una persona una prima volta e si ascolta il suo nome, il più delle volte dopo pochi secondi lo abbiamo già dimenticato. Perché non prestare più attenzione al nome di ogni uomo che, in fondo, è un nome riempito dal nome di Dio Salvatore? Anche quando fai il segno di croce e dici: «Nel nome del Padre», lasciati invadere dalla dolcezza di poter dargli del tu e consegnati a lui, potrai sentirti salvato.

La Parola si fa vita
Hai visto il fratello? Hai visto il Signore. In ciascuno dei nostri fratelli, misteriosamente incontriamo il Signore. Dietro al nome di ciascuno c’è il nome di Dio, chiamiamo tutti per nome, con il vero nome.
Amare è donare, offrire, perdere per amore.
Oggi voglio vivere.

In preghiera con Maria Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre…
O Maria, Madre di Cristo e Madre nostra, ti ringraziamo per la premura con cui ci accompagni nel cammino della vita, ti chiediamo: presentaci oggi nuovamente Dio, nostro unico bene, perché la nostra vita, consumata dall’Amore, sia sacrificio vivente, santo e a lui gradito. Amen! (GIOVANNI PAOLO II)

Quinto mistero della gioia
LO SMARRIMENTO DI GESÙ TRA I DOTTORI NEL TEMPIO

Rit. Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua parola per noi, aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

In ascolto (Lc 2,41-52) «I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini».

Perdere Gesù Il viaggio della nostra vita può essere una storia che progettiamo noi, da soli, a partire dai nostri gusti, dalle nostre idee sul mondo, sulla vita, sugli altri. Può succedere, però, che nel nostro andare, Dio diventi protagonista, colui che ci indica la direzione: lui ci precede e noi lo seguiamo, diventando discepoli suoi. Anche Maria e Giuseppe erano in viaggio e Gesù era con loro, stava loro sottomesso, ma in questo andare a Gerusalemme egli cambia direzione, perché anche lui che è Dio deve seguire, il Padre, e si ferma nel tempio, invece di tornare a Nazaret con i suoi. Questo avvenimento trasforma il viaggio di Maria e Giuseppe che sono costretti a tornare sui loro passi. Sembra una perdita di tempo e, invece, è un continuare ad andare avanti. Il vero viaggio, infatti, non è un semplice andare dietro alle cose da fare o ai programmi stabiliti ma è un seguire Dio, attraverso ciò che dobbiamo fare, ciò che si è programmato. Ecco ciò che distingue il viaggio del discepolo da tutti gli altri viaggi della vita. Chi segue Dio è impegnato, come tutti, in mille cose ma si rende conto che in tutto ciò che fa è attento ad una sola cosa, come succedeva a Gesù stesso: seguire Dio che ha qualcosa da dirci nelle tante cose che avvengono intorno a noi. Chiediamo al Signore quell’attenzione interiore che può rendere la nostra vita un santo viaggio, un itinerario in cui siamo attenti al filo d’oro che Dio pone nelle nostre mani attraverso le circostanze che passano ma che, se ne cogliamo il significato profondo, diventano occasioni in cui possiamo seguire Dio.

La Parola si fa vita
Perdere Gesù! Spesso non è lui lontano da te, ma tu che sei lontano da lui. Cercalo in ogni gioia, in ogni dolore, in ogni fratello.
Stai attento a ciò che Dio vuol dirti nelle circostanze liete o tristi, programmate o contraddittorie del tuo viaggio.

In preghiera con Maria Padre nostro... Ave Maria... Gloria al Padre…
Maria, sono tante le volte in cui noi non comprendiamo il disegno di Dio. Fa’ che l’umiltà e la sofferenza del tuo non capire le parole di Gesù al tempio, siano sostegno alla insofferenza, all’orgoglio e talora alla superbia del nostro non capire. Medica, con la tua dolcezza e perseveranza, col tuo silenzio paziente, la ribellione che spesso accompagna le riflessioni sulla nostra vita, sulla vita delle comunità e della Chiesa. Donaci di partecipare del tuo «sì» che rimane tale nella più dolorosa delle oscurità, nella sofferta incomprensione, fino al momento della croce e della risurrezione. (CARLO MARIA MARTINI)

Salve Regina...

LITANIE LAURETANE

Signore pietà                                       Signore pietà
Cristo pietà                                          Cristo pietà
Signore pietà                                       Signore pietà
Cristo ascoltaci                                    Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici                                 Cristo esaudiscici
Padre del cielo, che sei Dio                  abbi pietà di noi
Figlio, Redentore del mondo,   Dio      abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio                     abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio                       abbi pietà di noi
Santa Maria                                         prega per noi
Santa Madre di Dio                             prega per noi
Santa Vergine delle vergini                   prega per noi
Madre di Cristo                                   prega per noi
Madre della Chiesa                              prega per noi
Madre della divina grazia                     prega per noi
Madre purissima                                  prega per noi
Madre castissima                                 prega per noi
Madre sempre vergine                         prega per noi
Madre immacolata                               prega per noi
Madre degna d’amore                         prega per noi
Sede della sapienza                              prega per noi
Fonte della nostra gioia                        prega per noi
Tempio dello Spirito Santo                  prega per noi
Tabernacolo dell’eterna gloria             prega per noi
Dimora consacrata a Dio                     prega per noi
Rosa mistica dell’amore                       prega per noi
Torre della città di Davide                    prega per noi
Fortezza inespugnabile                         prega per noi
Casa di Dio tutta d’oro                        prega per noi
Arca dell’alleanza                                prega per noi
Porta del cielo                                      prega per noi
Stella del mattino                                 prega per noi
Salute degli infermi                               prega per noi
Rifugio dei peccatori                            prega per noi
Consolatrice degli afflitti                       prega per noi
Aiuto dei cristiani                                 prega per noi
Regina degli angeli                               prega per noi
Regina dei patriarchi                            prega per noi
Regina dei profeti                                 prega per noi
Regina degli apostoli                            prega per noi
Regina dei martiri                                 prega per noi
Regina dei confessori della fede           prega per noi
Regina delle vergini                              prega per noi
Regina di tutti i santi                             prega per noi
Regina concepita senza peccato           prega per noi
Regina assunta in cielo                         prega per noi
Regina del Rosario                               prega per noi
Regina della famiglia                             prega per noi
Regina dei giovani                                prega per noi
Agnello di Dio
che togli i peccati del mondo perdonaci Signore
Agnello di Dio
che togli i peccati del mondo esaudiscici Signore
Agnello di Dio
che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi

V.
Prega per noi, santa Madre di Dio.
R.
E saremo degni delle promesse di Cristo.

Orazione Preghiamo. Signore nostro Dio, che hai fatto della Vergine Maria il modello di chi accoglie la tua Parola e la mette in pratica, apri il nostro cuore alla beatitudine dell’ascolto, e con la forza del tuo Spirito fa’ che noi pure diventiamo luogo santo in cui la tua Parola di salvezza oggi si compie. Per Cristo nostro Signore. Canto a scelta                  
A cura dell’Ufficio di Pastorale Giovanile - CEI