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Mensile di formazione liturgica e Informazione
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Un servitore della Parola di vita
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Vicenza, Festival Biblico:
diffusione della Bibbia nelle piazze della città. |
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Ecco,
verranno giorni, dice il Signore Dio, in cui manderò la fame nel
paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola
del Signore. Allora andranno errando da un mare all’altro e vagheranno
da settentrione a oriente, per cercare la parola del Signore, ma non
la troveranno
(Am 8,11-12).
La fame è un istinto posto dal Signore nel nostro corpo, legato alla
conservazione della vita, è spinta verso il cibo, verso quello di cui
abbiamo bisogno per alimentarci. Noi siamo in genere nella possibilità
di collegare immediatamente bisogno- risposta e non conosciamo
pertanto la grave condizione di sperimentare la potenza di questo
bisogno, come avviene invece ancora per milioni di persone che, nel
mondo, soffrono la fame. |
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Tale bisogno si pone anche a livello del nostro
spirito, come ci dice il profeta Amos: «Manderò la fame nel paese,
non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del
Signore». Potremmo guardarci attorno e chiederci: esiste nel
nostro popolo, nei nostri giovani la fame di ascoltare la Parola del
Signore? Se esiste, è percepita o resa cosciente? Ci sono molti
surrogati di cui la persona si nutre e fatica a discernere nel suo
profondo la fame che viene dal bisogno dello spirito e quindi spesso
non sa andare alla ricerca del cibo adeguato, della Parola che dà
vita. Le risposte date a proposte serie di incontri sulla Parola di
Dio o di formazione biblica, di preghiera nutrita di Scrittura,
denotano ricerca di soddisfare tale fame interiore.
Il Sinodo, appena celebrato, sulla Parola di Dio nella vita e nella
missione della Chiesa, con le linee che ne scaturiranno, può
considerarsi un’attualizzazione della Parola biblica: «Susciterò
per loro un pastore che le pascerà… farò germogliare per loro una
florida vegetazione; non saranno più consumati dalla fame nel paese e
non soffriranno più il disprezzo delle genti. Sapranno che io, il
Signore, sono il loro Dio e loro, la gente d’Israele, sono il mio
popolo » (Ez 34,24.31). Il Sinodo interpella tutti a trasmettere
il pane di vita della Parola di Dio alle masse, che ancora oggi
accorrono, come fecero attorno a Gesù, al punto da dimenticare il pane
materiale (cf Mc 6,33-44). |
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Nel mese di novembre, il giorno 26, viene
celebrata la memoria del beato Giacomo Alberione. Nel contesto del
recente Sinodo è doveroso un riconoscimento a questo profeta dei
nostri tempi, fondatore della Famiglia Paolina.
La passione che ha dominato la sua vita è stato «l’apostolato
biblico». Aveva iniziato da giovane prete, ordinato sacerdote da
appena due mesi, a dedicare, nell’agosto 1907, tre giornate domenicali
alla Bibbia esposta in forma catechistica e con applicazioni
catechistiche (cf AD 138). Egli stesso annota che «in quel tempo si
leggeva raramente e solo da qualche persona il Vangelo... Vi era anche
una speciale persuasione che non si potesse dare al popolo il Vangelo,
tanto meno la Bibbia» (cf AD 139).
Attento al Magistero della Chiesa, specie di Leone XIII, che nella
«Provvidentissimus Deus» incoraggiava la ripresa degli studi
biblici, maturò alcune convinzioni profonde. Queste furono spinta a
una larghissima azione missionaria che ha entusiasmato, in ogni parte
del mondo, giovani divenuti membri della sua Famiglia religiosa.
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Egli era convinto, a partire dalla realtà di quel
momento storico, che: «tre cose occorrevano: a) che il Vangelo
entrasse in ogni famiglia e unitamente al catechismo. Il Vangelo si
doveva interpretare secondo la mente della Chiesa: quindi con note del
catechismo completo: fede, morale, culto. Disertando gli uomini il
vespro della domenica, era ne- cessario spiegare il Vangelo nelle
Messe, ogni domenica... b) che il libro del Vangelo formasse il
modello e l’ispiratore di ogni edizione cattolica... c) che al Vangelo
si desse un culto; occorre ritenerlo con venerazione. La predicazione
deve assai più riportare il Vangelo e modellarsi sopra di esso:
soprattutto viverlo nella mente, nel cuore, nelle opere » (AD
140).
Le dieci ore di adorazione ispirate alla Bibbia, da lui animate nel
tempio di San Paolo ad Alba (CN), intorno agli anni 1930, vennero
raccolte nel libro «Leggete le SS. Scritture. Esse vi parlano di
Gesù Cristo» (il libro è stato riedito dalle Edizioni San Paolo,
Cinisello Balsamo - Milano 2004). |
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La Parola di Dio, spiegata e pregata, diventava da subito
alimento di vita per i partecipanti. Egli constatava che la Bibbia era
ricercata da pochissimi. Era quindi sua premura pastorale proporre di
leggere sovente la Bibbia e consigliare altri a fare altrettanto.
Come motivi per cui leggere la Scrittura suggeriva: «...perché Dio
lo vuole, è desiderio suo che gli uomini leggano e meditino la Bibbia.
Ci fu data da Lui per amore ed è l’amore che ci spinge a
leggere la lettera che ci ha indirizzato il Padre Celeste. Lo vuole
Gesù che ci diede esempio di un riferimento continuo alle Scritture.
Tutti i sabati si recava alla Sinagoga dove venivano lette le
Scritture ed egli le meditava. I primi cristiani attingevano forza e
perseveranza nella loro fede dalla Parola rivelata, specie dal Vangelo
ed erano disposti a dare la vita se fosse stato necessario. Lo vuole
la Chiesa e i vari Sommi Pontefici ne hanno raccomandata la lettura.
Dalle sue mani la riceviamo e nel suo spirito la interpretiamo».
Indicava un metodo di accostamento alla Scrittura che era richiamo
alla globalità del nostro essere cristiani: leggiamo la Bibbia per
essere illuminati, per crescere nella fede, per conoscere la via del
cielo, cioè la legge di Dio e i comandamenti, e inoltre per avere
forza e coraggio per camminare in tale via. In sintesi la Bibbia per
noi è «verità, via e vita».
La colletta della memoria liturgica ci fa chiedere: «O Padre, che
hai suscitato nella Chiesa il beato Giacomo Alberione, sacerdote, per
annunciare al mondo il tuo Figlio Via e Verità e Vita, con le
molteplici forme della comunicazione, fa’ che, imitando il suo
esempio, dedichiamo le nostre forze per portare il Vangelo a tutte le
genti». |
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Il presente numero della rivista offre un
Sussidio per il tempo di Avvento, molto utile ai singoli e alle
comunità parrocchiali, per vivere intensamente la preparazione al
Santo Natale (cf pp 27-42). |
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Con l’inizio dell’anno liturgico viene offerto in
dono ai nostri lettori il nuovo calendario con il rito romano e
ambrosiano e con la memoria delle feste ebraiche. Il tema proposto:
«Sui passi dell’apostolo Paolo», con una breve sintesi delle sue
Lettere, ci aiuta a vivere l’Anno paolino in corso.
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La
Vita in Cristo e nella Chiesa
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal Beato
Giacomo Alberione nel 1951
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro
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