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Mensile di formazione liturgica e Informazione
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Dal
17 al 24 dicembre, tutta la liturgia è ormai tesa verso la
celebrazione della nascita del Figlio di Dio.
Le novene sono celebrazioni popolari che, nell’arco dei secoli,
hanno affiancato la «liturgia ufficiale». Esse sono annoverate nel
grande elenco dei «pii esercizi» che si sono sviluppati nella pietà
dell’Occidente, dal medioevo all’epoca moderna, per coltivare il
senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i
santi. Esse hanno alimentato la fede in momenti in cui il popolo
rimaneva lontano dalle sorgenti della Bibbia e della liturgia o
comunque, queste sorgenti erano inaccessibili per molte ragioni e
non potevano nutrire il popolo cristiano. |
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Nella tradizione
La novena di Natale costituisce un momento
significativo per la vita di molte comunità cristiane che ne fanno
spesso un’occasione di incontro, di preghiera e anche di istruzione
nella fede.
Fino ai nostri giorni questa novena era realizzata secondo diverse
usanze; tra queste un indiscusso primato spetta alla novena dalla
notissima melodia gregoriana, nata con testo latino, e ora diffusa
anche nella versione italiana curata dai monaci benedettini di
Subiaco.
In verità, le chiese dove si canta la novena con questa melodia sono
ancora oggi cercate e gremite, ma non bisogna coltivare soltanto
l’emozione o l’estetica e alimentare nostalgie.
Valorizzare la novena come un’opportunità è importante. Si tratta di
trovare oggi le modalità che, senza togliere la caratteristica di
popolarità a questo momento gioioso di preghiera, di ascolto e di
canto, la rendano più in sintonia con la liturgia dei giorni che
precedono immediatamente il Natale.
La novena, detta tradizionale, ha nell’insieme la struttura del
Vespro. Si presta per una celebrazione articolata e solenne ove sono
valorizzati elementi come la luce, l’incenso, il canto.
Il testo è una antologia di testi biblici, tratti soprattutto dai
profeti; può aiutare e favorire una forte spiritualità e devozione
ancorata alla Parola di Dio. |
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Nella liturgia delle ore
Le ferie dal 17 al 24 dicembre sono dette anche
«maggiori», cioè caratterizzate da una particolare solennità e
ricchezza di testi. Il libro della preghiera cristiana, che ormai è
essenzialmente la liturgia delle ore, come anche il Messale stesso,
offre in questi giorni una vera e propria «novena liturgica». Sono
offerti Inni propri per l’Ufficio delle letture, Lodi e Vespri,
antifone proprie ai salmi di Lodi e Vespri, lettura breve, antifona al
Benedetto e in particolare al Cantico di Maria.
La sera, nei Vespri, si cantano le antifone «O» o «maggiori». Esse
cantano il Messia che viene, con i titoli biblici, tratti dalle
promesse profetiche che hanno alimentato le speranze di Israele e ora
aiutano noi a conoscere Colui che viene come Sapienza, Signore e
Salvatore, Germoglio, Chiave della salvezza, Astro luminoso, Re di
tutte le nazioni, Emmanuele, Dio con noi.
Lasciarsi condurre da queste celebrazioni vuol dire cantare e
assimilare con il cuore e la mente il sentire della Chiesa che rivive
il mistero dell’incarnarsi di Dio.
Per solennizzare o far sì che non vadano perdute alcune ricchezze
delle novene tradizionali, si può assumere il canto delle profezie,
inserendolo dopo l’introduzione «O Dio, vieni a salvarmi...»
e il Gloria, prima dell’Inno, alla maniera di un invitatorio.
Il popolo può intervenire con l’invocazione: «Viene il Re,
Signore. Venite adoriamo». Si inviti dunque tutto il popolo
alla solenne celebrazione dei Vespri, dove saranno valorizzati anche
la luce, l’incenso e il solenne canto.
Dopo la benedizione del Vespro si potrà cominciare a cantare qualche
canto natalizio della tradizione.
Ricordiamo che non si può esporre il Santissimo Sacramento solo per
celebrare il Vespro; infatti potrebbe venire in mente che con
l’esposizione eucaristica, la novena sarebbe più solenne. Ogni azione
liturgica o pio esercizio è a sé, non si può mettere tutto insieme
confondendo il popolo. |
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LA
NOVENA DI NATALE
NELLA CELEBRAZIONE DEI VESPRI |
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Sac. (o Guida):
O Dio,
vieni a salvarmi…
Cantore: Viene il Re, Signore. Venite adoriamo.

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Tutti (ripetono):
Viene…
Lettore: Rallegrati, figlia di Sion, esulta, figlia di
Gerusalemme: ecco il Signore verrà e in quel giorno vi sarà grande
luce, i monti stilleranno dolcezza e dai colli scorrerà latte e miele,
perché verrà un gran Profeta ed egli rinnoverà Gerusalemme.
Tutti: Viene il Re, Signore. Venite adoriamo.
Lettore: Ecco, dalla casa di Davide verrà il Dio- Uomo a
sedersi sul trono; vedrete e gioirà il vostro cuore.
Tutti: Viene…
Lettore: Ecco verrà il Signore, il nostro Protettore, il Santo
di Israele, portando sul capo la corona regale, e dominerà da un mare
all’altro e dal fiume sino ai confini estremi della terra.
Tutti: Viene…
Lettore: Ecco, apparirà il Signore e non mancherà di parola: se
indugerà attendilo, perché verrà e non tarderà.
Tutti: Viene…
Lettore: Il Signore discenderà come pioggia sul vello; in quei
giorni spunterà la giustizia e l’abbondanza della pace; tutti i re
della terra lo adoreranno e i popoli lo serviranno.
Tutti: Viene…
Lettore: Nascerà per noi un bambino e sarà chiamato Dio forte,
Egli siederà sul trono di Davide suo padre e sarà un dominatore ed
avrà sulle spalle la potestà regale.
Tutti: Viene…
Lettore: Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il
dominatore di Israele, la sua nascita risale al principio dei giorni
dell’eternità, e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra e quando
Egli sarà venuto, vi sarà pace sulla nostra terra.
Tutti: Viene…
Lettore: (Alla vigilia di Natale) Domani sarà cancellata
la colpa della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.
Sac.: Il Signore viene!
Tutti: Venite, adoriamo.
Segue l’Inno dei Vespri e tutto prosegue come indicato nella
liturgia delle ore.
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La
Vita in Cristo e nella Chiesa
Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal Beato
Giacomo Alberione nel 1951
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro
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