La Vita
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Cristo e nella Chiesa


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La Novena di Natale

Nella devozione popolare la Novena di Natale ha inizio il 16 dicembre quando mancano appunto 9 giorni al Natale.
La liturgia a partire dal 17 dicembre propone una preparazione alla Solennità sia nel Messale, con formulari di Messa e letture proprie, sia nella Liturgia delle Ore; sono i giorni delle, così dette, ferie Maggiori o delle antifone «O», dal 17 al 24 dicembre. Queste antifone sono proposte al Canto del
Magnificat nei Vespri e come canto al Vangelo nella Messa.
Nelle parrocchie, a partire dal 16 dicembre, senza nulla stravolgere, si potrebbe introdurre la S. Messa con un solenne «Invitatorio» intercalando l’invocazione:
«Venite, adoriamo il Re Signore che sta per venire» con la lettura di alcune profezie che hanno annunciato la nascita di Gesù Messia; esse si ispirano alla liturgia, letture, canti e preghiere, di ciascun giorno.

Si procede così: Il Sacerdote si reca all’altare (mentre viene eseguito un canto di Avvento), lo bacia, dice: «Nel Nome del Padre…» saluta il popolo e intona, in canto o recitato, il ritornello «Venite, adoriamo…». Dopo le profezie proprie di ciascun giorno,segue l’atto penitenziale e la Messa prosegue come al solito; al termine, come canto finale, si può eseguire già un canto natalizio che aiuti ad entrare nel clima gioioso e adorante del Natale.

Il 16 dicembre

Venite, adoriamo il Re Signore che sta per venire
Tutti
(ripetono): Venite…
Lettore (o il Sacerdote stesso): Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.
Tutti: Venite, adoriamo il Re Signore che sta per venire.
Lettore: Dite agli sfiduciati: «Coraggio, non abbiate timore: ecco, il nostro Dio viene a salvarci»; lo vedrete e gioirà il vostro cuore.
Tutti: Venite…
Lettore: Ecco, ci sarà una strada appianata, la chiameranno «Via Santa»; su di essa ritorneranno al Signore tutti i liberati e regnerà il Signore su tutta la terra.
Tutti: Venite…

Il 17 dicembre

Lettore: Ecco, apparirà il Signore e non mancherà di parola: se indugerà attendilo, perché verrà e non tarderà.
Tutti: Venite…
Lettore: Ecco, viene l’Atteso da tutti i popoli, la casa del Signore sarà piena di gloria, tutta la terra la vedrà.
Tutti: Venite…
Lettore: Nascerà per noi un bambino e sarà chiamato Dio forte, Egli siederà sul trono di Davide suo padre e sarà il Consacrato del Signore, il Re e il Pastore delle nazioni.
Tutti: Venite…

Il 18 dicembre

Lettore: Betlemme, città del sommo Dio, da te nascerà il Pastore di Israele, la sua nascita risale al principio dei giorni dell’eternità, e sarà glorificato in mezzo a tutta la terra e quando Egli sarà venuto, vi sarà pace sulla nostra terra.
Tutti: Venite...
Lettore: verrà a liberarci con la sua potenza il Signore che ha dato la Legge a Mosè sul monte Sinai e guiderà il suo popolo alla Terra della Promessa, nella celeste Gerusalemme.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà il Cristo nostro Re, l’Agnello preannunziato da Giovanni che toglie i nostri peccati.
Tutti: Venite…

Il 19 dicembre

Lettore: L’Atteso dei popoli verrà senza tardare; non ci sarà più timore sulla nostra terra: egli è il nostro Salvatore.
Tutti: Venite…
Lettore: Il Germoglio della radice di Iesse, che si innalza come segno per i popoli, verrà a liberarci, non tarderà.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà a visitarci dall’alto un Sole che sorge, Cristo Signore, per dirigere i nostri passi sulla via della pace.
Tutti: Venite…

Il 20 dicembre

Lettore: Tutta la terra sarà piena della gloria del Signore, e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà il Signore, il Re della gloria e preparerà per Dio un popolo ben disposto che gli appartiene.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà colui che è la Chiave della Casa di Davide, aprirà le porte del regno dei cieli e libererà chi giace nelle tenebre del male.
Tutti: Venite…

Il 21 dicembre

Lettore: Ecco viene il Signore onnipotente: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà il Signore come Astro che sorge, splendore di luce eterna e sole di giustizia, e strapperà l’uomo dall’ombra della morte.
Tutti: Venite…
Lettore: Beata la Vergine Maria che ha creduto alle parole del Signore ed è divenuta la Madre del Salvatore.
Tutti: Venite…

Il 22 dicembre

Lettore: Il Re di tutte le genti, la Pietra angolare della Chiesa viene a salvare l’uomo che ha tratto dalla terra.
Tutti: Venite…
Lettore: Maria esulta: l’anima mia magnifica il Signore perché cose grandi ha fatto in me l’Onnipotente.
Tutti: Venite…
Lettore: Verrà il Signore, il Dio di Israele che si è ricordato della sua misericordia.
Tutti: Venite…

Il 23 dicembre

Lettore: Nascerà per noi un bambino, sarà chiamato Dio potente, e saranno in lui benedette tutte le nazioni del mondo.
Tutti: Venite…
Lettore: Viene a salvarci con la sua presenza l’Emmanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e loro liberatore.
Tutti: Venite…
Lettore: Dice il Signore: «Se uno ascolta la mia voce e mi apre, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».

Il 24 dicembre

Lettore: (Alla vigilia di Natale) Domani sarà cancellata la colpa della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.
Tutti: Venite…
Lettore: Ecco è giunta la pienezza dei tempi: Dio manda il suo Figlio nel mondo.
Tutti: Venite…
Lettore: O Emmanuele, Dio con noi, attesa dei popoli e loro liberatore: vieni a salvarci con la tua presenza.
Tutti: Venite…
Sacerdote: Il Signore viene!
Tutti: Venite, adoriamo...

 Nella notte di Natale

«Dopo l’annuale rievocazione del Mistero pasquale, la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni.
Questa celebrazione è preparata dal Tempo di Avvento, il quale ha la doppia caratteristica: è tempo di preparazione alla solennità del Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio tra gli uomini, e contemporaneamente è il tempo in cui attraverso tale ricordo, lo spirito viene guidato all’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi. Per questi due motivi l’Avvento si presenta come il tempo di devota e gioiosa attesa.
Nel tempo di Avvento l’organo e gli altri strumenti musicali siano adoperati e l’altare sia ornato di fiori con quella moderazione che si addice all’indole di questo tempo, senza anticipare la piena letizia del Natale del Signore.
Nella domenica “
Gaudete” (III di Avvento) si può adoperare il colore rosaceo dei paramenti.
Il vescovo curi che sia religiosamente osservata con vero spirito cristiano la solennità del Natale del Signore, nella quale si celebra il mistero dell’Incarnazione, con cui il Verbo di Dio si è degnato di diventare partecipe della nostra umanità così da concederci di essere partecipi della sua divinità»
(dal CERIMONIALE DEI VESCOVI nn 234-237, nostra traduzione).

Nella Notte Santa del Natale del Signore

«Sul modello della Veglia pasquale, si introdusse nelle diverse Chiese la consuetudine di iniziare con la veglia altre solennità: tra queste primeggiano il Natale del Signore e la Pentecoste. È un uso che merita di essere conservato e promosso secondo la tradizione propria di ciascuna Chiesa… ». nelle premesse alla Liturgia delle Ore (PNLO, 71). Il Messale romano e il Cerimoniale dei Vescovi, suggeriscono che tale veglia sia costituita dall’Ufficio delle Letture, in tal caso al posto dell’inno «Te Deum» si canta subito il Gloria (MR p 36 n 1; CE, 238). Come avviene nella Basilica vaticana, si suggerisce qui una veglia più popolare, semplice ma piena di senso.

Introduzione

A Mezzanotte, il Sacerdote e i ministri si recano all’altare al lieve suono di uno strumento musicale mentre la chiesa è semibuia.

Sacerdote: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…

Il sacerdote o una guida dicono:
Nella Notte di Natale, riviviamo in mistero, cioè in sacramento e pertanto realmente, la nascita umana del Figlio di Dio.
Per
una antichissima tradizione, i cristiani celebrano il mistero del Natale del Signore nel cuore della notte, ricordando il silenzio che tutto avvolgeva quando discese la Parola divina e la gloria del Signore avvolse i pastori che vegliavano nei dintorni di Betlemme facendo la guardia al loro gregge. La Chiesa veglia in preghiera e nella celebrazione eucaristica di mezzanotte accoglie e adora il Verbo fatto carne che contempla nella povertà d’un presepe, una mangiatoia. Con l’Eucaristia la grazia salvifica del Natale è presente e, pertanto giustamente possiamo dire: «Oggi è nato per noi il Salvatore».
Prima dell’Eucaristia, in un breve ma intenso momento di preghiera, siamo invitati a ricordare le profezie che hanno annunziato il Messia promesso, le preghiere che lo hanno invocato, il silenzio cosmico che ha avvolto la sua nascita.
Prima di cantare l’inno degli angeli:
«Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà», ascolteremo l’antico testo della «Calenda» di Natale, tratto dal Martirologio romano e che annuncia la nascita di Gesù, Redentore dell’uomo, centro del cosmo e della storia.

Profezie

Alcuni lettori si alternano, disposti magari in diversi luoghi della chiesa; per il canto dei brani dall’Inno Akathistos, sono reperibili le melodie a cura di L. Lasagna o di M. Frisina.

1. «...Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada» (Is 53,6).
2. « ...Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù...
Si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà...» (Is 40,1-2.5).
3. «Al posto di osservazione, Signore, io sto sempre, tutto il giorno, nel mio osservatorio sto in piedi, tutta la notte.
...Mi gridano: Sentinella, quanto resta della notte?.
La sentinella risponde: Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!» (Is 21,8.11-12).
4. «...Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose e la notte era a metà del suo corso, la tua Parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale si lanciò in mezzo a quella terra...» (Sap 18,14-15).
5. «E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà colui che deve essere il dominatore di Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.
...Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio» (Mi 5,2-4).
6. «Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna.
...Non temere, Sion il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore...» (Sof 3,14-17).

7. Dall’inno Akathistos (stanze 4,7,8,9)

Lettore
La Virtù dell’Altissimo
adombrò e rese Madre
la vergine ignara di nozze:
quel seno, fecondo dall’alto,
divenne qual campo ubertoso per tutti,
che vogliono coglier salvezza
cantando così: Alleluia!

Lettore
I pastori sentirono
i concenti degli Angeli
al Cristo disceso tra noi.
Correndo a vedere il Pastore,
lo mirano come agnellino innocente
nutrirsi alla Vergine in seno,
e innalzano il canto:

(in canto possibilmente)
«Ave, o Madre all’Agnello-Pastore;
Ave, recinto di gregge fedele.
Ave, difendi da fiere maligne;
Ave, Tu apri le porte del cielo.
Ave, per Te con la terra esultano i cieli;
Ave, per Te con i cieli tripudia la terra.
Ave, tu sei degli apostoli la voce perenne;
Ave dei Martiri sei l’indomito ardire.
Ave, sostegno possente di fede;
Ave, vessillo splendente di grazia.
Ave, per Te fu spogliato l’inferno;
Ave per Te ci vestimmo di gloria.
Ave, Vergine e Sposa!».

Lettore
Osservando la stella
che guidava all’Eterno,
ne seguirono i Magi il fulgore.
Fu loro sicura lucerna
andando a cercare il Possente,
il Signore.
Al Dio irraggiungibile giunti,
acclaman beati:
Alleluia!

Lettore
Contemplarono i Magi
sulle braccia materne
l’Artefice sommo dell’uomo.
Sapendo ch’Egli era il Signore
pur sotto l’aspetto di servo,
premurosi gli porsero i doni,
dicendo alla Madre beata:

 

(in canto possibilmente)
«Ave, o Madre dell’Astro perenne,
Ave, o aurora di mistico giorno.
Ave, fucine d’errori Tu spegni,
Ave, splendendo conduci al Dio vero.
Ave, l’odioso tiranno sbalzasti dal trono,
Ave, Tu il Cristo ci doni clemente Signore.
Ave, sei Tu che riscatti dai riti crudeli,
Ave, sei Tu che ci salvi dall’opre di fuoco.
Ave, Tu il culto distruggi del fuoco,
Ave, Tu estingui la fiamma dei vizi.
Ave, Tu guida di scienza ai credenti,
Ave, Tu gioia di tutte le genti.
A
ve, Vergine e Sposa!».

8. Calenda di Natale

Durante la lettura o il canto di questo brano, gradatamente si potranno accendere dei lumini in mezzo all’assemblea e le luci della chiesa. Se c’è, si illumina il Presepio.

Diacono: Fratelli carissimi, in questo giorno del Natale risuona il grande annuncio degli angeli, oggi ripetuto dalla Chiesa in tutto il mondo: Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini che Dio ama. Venite, adoriamo il Salvatore!
Gesù Cristo è il centro del cosmo e della storia; l’atteso di tutta l’umanità.
Per questo ricordiamo (cantando), la storia della salvezza.

(Dopo lievissima pausa)
Erano passati milioni di anni da quando Dio volle creare dal nulla il cielo e la terra. Erano trascorsi molti secoli da quando la luce e la vita furono suscitate dalla potenza di Dio e la terra si riempì di alberi e piante, i mari di pesci, l’aria di uccelli, i boschi di animali.
Dopo ancora molti secoli, Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, alitò su di lui lo spirito di vita, e dopo la disobbedienza ed il peccato, promise la venuta di un Salvatore. Duemila anni dopo che il nostro Padre Abramo uscì dal suo paese di Ur di Caldea, per arrivare alla Terra Promessa. Mille anni dopo l’unzione regale di Davide, l’umile pastore, eletto da Dio ed indicato dal profeta Samuele, per essere Re del popolo della promessa e antenato del Messia e Pastore d’Israele. Dopo anni di lunga attesa ed esilio, quando Dio mandava i profeti al suo popolo per mantenere desta la speranza nelle promesse di un Messia che doveva liberare Israele dal giogo dei suoi oppressori. Nella novantaquattresima olimpiade di Grecia, settecentocinquantadue anni dalla fondazione della grande Urbe di Roma. Nell’anno quarantadue dell’Impero di Cesare Augusto, quando una immensa pace regnava su tutta la terra:

Gesù Cristo, il Dio eterno e Figlio dell’Eterno Padre, volle consacrare il mondo con la sua misericordiosa venuta.
Annunziato da Gabriele l’arcangelo, concepito per opera dello Spirito Santo, nacque in Betlemme di Giuda, dalla vergine Maria, fatto uomo
.
Questo è il Natale del Signore nostro Gesù Cristo, secondo la carne.
Venite, adoriamo il Salvatore. Egli è l’Emmanuele, il Dio con noi.

Chi volesse cantare questo testo, può richiederne la relativa melodia alla nostra Redazione.

9. Canto del Gloria

La Messa prosegue come al solito.
Dopo la benedizione finale solenne, si possono invitare i fedeli a venerare l’immagine di Gesù Bambino o recarsi al Presepe al canto di un inno natalizio. Alcune comunità si ritrovano poi nei locali parrocchiali per un momento di festa insieme.

 
 
 

 

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Mensile di formazione e informazione liturgica fondato dal Beato Giacomo  Alberione nel 1951 
Editrice: Provincia italiana Pie Discepole del Divin Maestro

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